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05 gennaio 2012

McCartney suona le sue radici

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Paul McCartney

L'ex Beatles uscirà il 6 febbraio 2012 con un disco che raccoglie le canzoni che hanno contribuito alla sua formazione artistica. Il titolo non è ancora definito, di certo ci saranno due inediti

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La domanda di per sè è lineare, solo che non se l'era mai posta: che genere di musica ti ha influenzato nella composizione? Paul McCartney non aveva mai avuto modo di rispondere a questa domanda tra le più gettonate ai musicisti. Ora l'ex Beatles ci regala uno sguardo sulle “canzoni che ispirarono le canzoni” attraverso un cd che contiene gli standard con cui è cresciuto, insieme a due nuovissimi brani scritti da lui medesimo: tutto questo nel nuovo album, che non ha ancora un titolo definitivo, che uscirà il 6 febbraio 2012 per Hear Music/Concord Records.

Realizzato con l’apporto del produttore pluripremiato ai Grammy Awards, Tommy LiPuma, di Diana Krall e dalla sua band, e con la partecipazione di artisti del calibro di Eric Clapton e Stevie Wonder, il nuovo album di McCartney è un viaggio nelle più profonde radici delle composizioni americane per eccellenza che, in più di un caso, il giovane Paul ebbe modo di ascoltare per la prima volta al pianoforte da suo padre. Come in una sorta di autentico e sentito omaggio, questo è l’album al quale Paul per più di vent’anni aveva pensato senza mai realizzarlo fino ad oggi: "Alla fine mi son detto: se non lo faccio ora, non lo farò mai più. E' arrivato il momento di dare il giusto riconoscimento alle canzoni sulle quali io e John ci siamo basati per molte nostre composizioni". Il cd contiene anche due inediti.

L’album è stato registrato nei leggendari Capitol Studios a Los Angeles, New York e Londra durante il 2011 e vede la partecipazione straordinaria di artisti del calibro di Eric Clapton e Stevie Wonder, ospiti rispettivamente, nei brani di nuova composizione My Valentine e Only Our Hearts: "In generale è stato importante per me tenermi lontano dalle scelte musicali più ovvie, per questo alcune cose risulteranno meno familiari. Spero tutti siano aperti a essere piacevolmente stupiti.”

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