Caricamento in corso...
12 gennaio 2012

Questa musica è la fine del mondo!

print-icon
cap

Caparezza (Foto: Getty Images)

Il 20 dicembre 2012 si avvicina e, stando alle profezie, potremmo passare un brutto quarto d'ora. Ma secondo i musicisti, non siamo messi così male: parola di R.E.M., Caparezza e degli altri che hanno cantato l'apocalisse. GUARDA I VIDEO

di Marco Agustoni

Potete anche smettere di lavorare. Lasciare la scuola. Non pagare più le rate del mutuo. Abbandonare a metà quel che state facendo, salvo la lettura di questo articolo. Tanto, il mondo sta per finire. Lo hanno detto i Maya con le loro previsioni astronomiche e tutt'oggi ci credono in molti: il 20 dicembre 2012 sarà l'Apocalisse. Forse. O forse no: secondo la maggior parte degli artisti che hanno affrontato l'argomento in musica, non siamo messi poi così male. Ecco perché.

Innanzitutto, va detto che la fine del mondo è un evento più unico che raro, per cui al di là degli isterismi andrebbe accolto anche con quel pizzico di entusiasmo che si riserva alle grandi occasioni. Proprio come il Piotta, ospite ne La fine del mondo degli Useless Wooden Toys (leggi l'intervista), che canta: “Sta arrivando la fine del mondo... 3, 2, 1 e io sono già pronto!”. In secondo luogo, prima di lasciarsi andare al panico, bisognerebbe fermarsi un istante e riflettere sulla fondatezza di queste previsioni. È l'atteggiamento adottato dallo scettico Caparezza (leggi l'intervista), il quale nel suo ultimo album Il sogno eretico assicura che “la fine di Gaia non arriverà [...] è un fuoco di paglia, alla faccia dei Maya e di Cinecittà”.



Dev'essere stato convinto che l'apocalisse non fosse poi così vicina, quando ha scritto Until the End of the World, anche Bono degli U2, altrimenti nel concludere la sua canzone con “You said you'd wait 'till the end of the world”, ovvero “hai detto che avresti aspettato fino alla fine del mondo”, sarebbe risultato molto meno credibile. E d'altronde, se anche fosse tutto quanto vero, l'Armageddon è sempre una buona scusa per trovare un bel titolo per una canzone, come The End of the World dei Cure o gli omonimi brani dei Dio, degli Ash, della cantante country Skeeter Davis (per la quale la fine del mondo corrisponde alla fine di un amore) e di tanti altri ancora.



Sono della scuola di Caparezza i Lostprophets con la loro It's Not the End of the World (“Non è la fine del mondo”), il cui sottotitolo But I Can See from Here (“ma posso vederla da qui”) tradisce però una sorta di inquietudine di fondo. Non sanno invece decidersi i Super Furry Animals, che hanno intitolato una traccia allo stesso modo, ma aggiungendovi un punto interrogativo alla fine: It's Not the End of the World? Ma c'è anche un altro quesito: come arriverà, questo finimondo? Per mano dell'uomo impegnato a escogitare modi sempre più raffinati per autodistruggersi, come in Eve of Destruction di Barry McGuire, oppure per un cataclisma naturale o cosmico, qualcosa di simile al Black Hole Sun cantato dai Soundgarden?



In conclusione, chi avrà ragione: gli allarmisti o gli scettici? Concentriamoci sulla famosa profezia, secondo la quale con il 2012 non finirà il calendario Maya (segnando quindi la fine dei tempi), bensì un calendario, a cui ne seguirà perciò un altro. Ciò significa che a un'era ne succederà una ulteriore. Certo, con i conseguenti sconvolgimenti, perché ogni transizione è in qualche modo traumatica. Ma è, allo stesso tempo, portatrice di grandi opportunità. Ecco perché torna utile chiudere  con un brano storico dei R.E.M., It's the End of the World As We Know It, in cui Michael Stipe cantava che “è la fine del mondo come lo conosciamo”, proseguendo però con “and I feel fine”, ovvero “e io sto bene”. Dopotutto l'apocalisse non sarà mica la fine del mondo, no?


IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky