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03 febbraio 2012

Politici che sognano di diventare Rock Star

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Barack Obama canta con Bill Cosby e James Taylor. Immagine da Gettyimages.com

L’ultimo a dare prova della propria inclinazione musicale è stato Obama, che ha cantato un brano facendolo schizzare in classifica. Ma da Bill Clinton sassofonista a Roberto Maroni tastierista, dalla tribuna al palco il passo è breve… GUARDA I VIDEO

di Camilla Sernagiotto


È inutile: puoi diventare sindaco, assessore, senatore, premier o Presidente della Repubblica, ma il tuo cassetto non si svuoterà mai fino a quando non ti calerai nei panni della Rock Star e trasformerai la tribuna politica in palcoscenico.

Tutti hanno quel sogno nel cassetto, addirittura il Presidente degli Stati Uniti d’America, che negli ultimi giorni ha dato prova di avere un’ugola d’oro mica male, quella a cui il cantante soul Al Green deve il revival della sua hit Let’s Stay Together.

Proprio quello è infatti il brano che Obama ha cantato a cappella all’Apollo Theater di New York, uno dei più celebri club musicali della Grande Mela, facendolo schizzare in classifica dopo quarant’anni dalla sua primissima uscita.

Ma il binomio politica-musica è vecchio come il mondo, se si pensa che anche da noi nomi come Silvio Berlusconi sono legati indissolubilmente a quel passato da pianista sulle navi da crociera tanto millantato…

Ebbene, nonostante durante il suo mandato non ci abbia mai dato prova di questa sua dote pianistica, l’ex premier non si è tirato indietro quando si è trattato di cantare accompagnato da Mariano Apicella in persona.



Chi invece potrebbe essere scritturato come tastierista in un’ipotetica band di politici, avendocene dato più e più volte prova, è Roberto Maroni, membro della band varesina Distretto 51.

E per quanto riguarda le coriste, c’è solo l’imbarazzo della scelta (e tanto, tanto imbarazzo): da Alessandra Mussolini, che dopo la sua “hit” intitolata Forza Gnocca è stata bandita dalle selezioni di qualsiasi talent show canterino nostrano ed estero, a Mara Carfagna, che tra le sue tante doti non può certo annoverare quella canora, più che uno spettacolo di musica, un loro concerto potrebbe essere scambiato per un numero da circo!



A risollevare le sorti della band potrebbe arrivare Vladimir Luxuria, che riscosse non poco successo con la sua versione del celebre brano Nessuno mi può giudicare, mentre al Sax è ovvio che ci finisca Bill Clinton, dopo tutte quelle comparsate che gli americani si sono dovuti sorbire al Dave Letterman Show e simili.



E come sostituti di Maroni, sarebbe bene tenersi in panchina Putin e Peter Ramsauer: il primo non ha certo bisogno di presentazioni, ma solo di un applauso di incitazione prima che esca sul palco non in veste di politico ma di pianista, mentre il secondo è il ministro dei trasporti tedesco che ha appena inciso l’album Adagio in automobile in cui suona il concerto per pianoforte e orchestra n. 21 di Mozart, accompagnato dalla filarmonica dell'opera di Berlino.



E Berlusconi non si offenda se la band si procura anche una seconda voce, ossia quella del presidente più canterino che il Venezuela abbia mai avuto, Hugo Chavez.

E per dirigere un’orchestra simile ci vuole un direttore che li metta tutti in riga.
Chi?

George W. Bush potrebbe candidarsi alle audizioni…


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