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06 marzo 2012

Wilco, torna in Italia la band che piace anche a Obama

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Jeff Tweedy, leader degli Wilco (credits Getty)

Con l'uscita del loro ottavo album, ritorna nel nostro paese uno dei gruppi più influenti del folk-rock alternativo. Milano e Bologna ospitano Jeff Tweedy e soci, per un doppio live che si preannuncia sold-out

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di Pietro Pruneddu


Osannati dalla critica, adorati dal pubblico, apprezzati anche dal Presidente Usa Barack Obama. Gli Wilco rappresentano la perfetta sintesi del gruppo indie di successo. Quasi vent'anni di carriera, otto dischi all'attivo, la band capitanata da Jeff Tweedy ritorna in Italia per un doppio, attesissimo, live. Saranno sul palco dell'Alcatraz a Milano (giovedì 8 marzo) e dell'Estragon a Bologna (venerdì 9). La data in Emilia-Romagna è già annunciata sold out, mentre per l'esibizione milanese sono rimasti ancora meno di cento biglietti disponibili, come gli stessi Wilco hanno fatto sapere su Twitter.

I critici negli anni hanno sempre faticato a inscatolare la band di Chicago in un genere. Nessuna etichetta è riuscita a descriverli. Nonostante abbandoni, cambi di formazione e i problemi di instabilità del leader Tweedy, il gruppo ha sfornato negli anni una serie di perle. Dal cupo e sofisticato Summerteeth al capolavoro Yankee Hotel Foxtrot, considerato uno dei migliori dischi degli ultimi 15 anni. Con in mezzo il meraviglioso doppio album Mermaid Avenue, registrato con Billy Bragg su testi inediti del leggendario Woody Guthrie. A differenza di molti gruppi alternativi, gli Wilco hanno saputo unire ottime recensioni a un grande successo commerciale. Lo testimoniano le 500mila copie vendute, solo negli Usa, da Yankee Hotel Foxtrot, ma anche le nominations ai Grammy Awards per cinque dei loro dischi.

Anche la loro ultima fatica, The Whole Love, pubblicato nel settembre 2011, ha avuto buoni riscontri. Si tratta del primo disco prodotto in maniera autonoma con la propria casa discografica dBpm Records. Jeff Tweedy e soci con gli anni hanno acquistato maturità, senza rinunciare alle sperimentazioni musicali che li hanno resi una band cult. "Non vogliamo che le nostre canzoni siano politiche", ha dichiarato da poco il frontman. Eppure, scorrendo la playlist del Presidente americano Barack Obama, si trovano anche loro, insieme agli U2 e Aretha Franklin. Potrebbe essere uno scambio di favori, visto che nel 2008 il gruppo regalava ai fan un download gratuito in cambio della promessa di voto per Obama. In realtà gli Wilco sanno benissimo che la loro musica è da un ventennio lo specchio fedele dell'America, delle sue paure e speranze. Non sarà politica, ma di certo è ottima musica. E tanto basta per non perdersi per nessuna ragione i loro concerti italiani.    

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