19 marzo 2012

Steve Hackett: genesi(s) del virtuoso del progressive rock

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Steve Hackett in concerto. Immagine da hackettsongs.com

L’ex chitarrista dei Genesis ha intrapreso la strada da solista già da vari decenni. Ora torna in Italia con un attesissimo tour dedicato al suo ultimo album “Beyond The Shrouded Horizon”. LEGGI L’INTERVISTA

di Camilla Sernagiotto

Da molti è considerato uno dei migliori chitarristi rock di tutti i tempi e il suo nome è sinonimo di virtuosismi che fanno impallidire massimi esperti di guitar.

Stiamo parlando di lui, Mr. Steve Hackett, ex chitarra dei celeberrimi Genesis e attivissimo in campo solista già dalla fine degli Anni Settanta.
E dopo otto album incisi con la band capitanata da Peter Gabriel prima e Phil Collins dopo e ben ventidue dischi da solista, sfornati dal 1975 al 2009, nel 2011 è tornato alla riscossa con la sua ultima fatica: Beyond The Shrouded Horizon.

Una tracklist che comprende 13 brani nei quali Steve Hackett riesce a toccare tutte le corde, sia a livello di virtuosismi tecnici sia sul fronte emotivo di chi si immerge nell’ascolto del suo ultimo capolavoro.

Finalmente ad aprile sarà possibile ascoltare dal vivo tutte le canzoni targate Beyond The Shrouded Horizon e un pot-pourri di songs che hanno fatto la storia della musica, tutte siglate con le sue iniziali S.H.

Aspettando di godercelo dal vivo (il 18 aprile a Firenze, il 19 a Roma, il 20 a Cortemaggiore, il 21 a Schio e il 22 a Genova), l’abbiamo incontrato per chiedergli qualche indiscrezione sul tour e un po’ di anticipazioni sul suo futuro prossimo.

Ecco cosa ci ha raccontato la Leggenda del Progressive Rock.


Com’è nato il tuo ultimo album Beyond The Shrouded Horizon?
Ho incominciato a lavorarci quattro anni fa. È passato molto tempo prima di finirlo perché avevo tanti brani e tante emozioni da ricucire assieme. Alla fine ce l’ho fatta e sono davvero soddisfatto di questo disco.

Durante il tuo prossimo tour suonerai soltanto brani del tuo periodo solista oppure anche qualcosa dei Genesis?
Ci saranno in scaletta sia pezzi miei da solista sia brani che ho scritto con i Genesis. Diciamo che un terzo di ogni concerto sarà dominato dalle canzoni del periodo assieme ai Genesis, un terzo da quelle del vecchio Hackett e un terzo dalle creazioni del nuovo Hackett.

All’inizio degli Anni Ottanta, in particolare ai tempi del disco “Cured” uscito nel 1981, la tua musica ha avuto una svolta, virando sempre di più verso il Pop. Come mai questo cambiamento dal Prog al Pop?
Quella fu la prima volta in cui mi cimentai con il canto: eseguii tutte le parti vocali e, trattandosi del debutto della mia voce, ho pensato di facilitarle il compito scegliendo melodie un po’ più semplici e orecchiabili rispetto a quelle sperimentali degli anni precedenti.

Cosa pensi della scena musicale attuale? Reputi che ci sia qualcosa di interessante?
Secondo me il panorama musicale di oggi presenta molte realtà davvero interessanti e credo che il motivo sia da ricercare nel cambiamento del mercato: la vendita di prodotti musicali è diminuita, si comprano molti meno dischi rispetto a un tempo, quindi chi ne fa ancora deve mettercela davvero tutta per creare un buon album. In più mi sembra che si sia risvegliata quella passione che rende la musica più autentica.

Cosa ne pensi dei talent show musicali?
Credo sia uno dei tanti approcci che si possono adottare nei confronti della musica. È senz’altro una strada che può portare al successo, tuttavia non è l’unica: penso che esistano ancora tante strade per ottenerlo senza per forza doversi iscrivere a un talent show…

Se tu non ti chiamassi Steve Hackett ma fossi un giovane musicista che vuole emergere oggi, accetteresti mai di partecipare a un talent show pur di farti conoscere?
No, non potrei mai. Non si tratta di snobismo, ma di sensibilità musicale: non so come siano i talent show da voi, ma in Inghilterra domina l’imitazione, non l’originalità. Non si cerca di creare nulla di nuovo in campo musicale, anzi: si tende a ricreare perfetti cloni di vecchie glorie del passato. Io, invece, sento sempre il bisogno quasi fisico di incominciare ex novo, di creare qualcosa che sia innovativo, che non guardi al passato soltanto per imitarlo o emularlo, bensì per distaccarsene.

Ci sarà mai una reunion dei Genesis?
Non saprei dirlo con certezza… Io sto lavorando a un progetto di rivisitazione di alcuni brani dei Genesis, inoltre collaboro con alcuni ex membri. Si vedrà.

Secondo te cosa è rimasto oggi del Progressive Rock?
Noto con piacere che è rimasto moltissimo, nel senso che in questi anni si sta assistendo, almeno in Inghilterra, a un vero e proprio revival del Prog. Quel genere che pareva confinato a qualche decennio fa sembra risorto, o meglio: l’interesse in esso sembra rinato.

Qualche anticipazione sui tuoi futuri progetti musicali?
Io e Chris Squire degli Yes stiamo lavorando assieme a un disco che uscirà tra qualche mese. Si intitolerà Squackett, visto che unisce i due nomi del progressive rock Squire e Hackett!


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