26 marzo 2012

Molti Sgrilli per la testa

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Cabarettista, musicista, cantautore: poliedrico è il secondo nome di Sergio Sgrilli, il musi-comico toscano che per i suoi primi vent’anni di carriera si è “regalato” un disco: GUARDA IL VIDEOCLIP DI SPOSAMI IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA E LEGGI L’INTERVISTA


di Linda Avolio


Sul suo sito Sergio Sgrilli si definisce “una mente pensante”. E anche multitasking, sarebbe il caso di aggiungere, perché per il comico toscano il cabaret è veramente un insieme di cose: testi, battute, musica e canzoni.
Ed è proprio da questo profondo amore per la musica che nasce Dieci Venti D’amore, il primo disco di inediti che l’artista si è voluto regalare per i suoi vent’anni di carriera e che è stato pubblicato il 6 marzo di quest’anno. In occasione dell’uscita del videoclip di Sposami – in anteprima assoluta su Sky.it – ecco cosa ci ha raccontato.


Dieci Venti D’amore è l'album che celebra i suoi vent’anni di carriera: com’è nato?
Questo disco nasce dopo trent’anni di palco e venti di carriera, quindi è stato una vera e propria celebrazione. La realizzazione di un sogno. I dieci pezzi del disco appartengono a epoche diverse, sono stati scritti durante tutti questi anni, quindi sono delle “fotografie musicali” di diversi momenti della mia vita. Avevano l’urgenza di venire fuori,  e non mi hanno lasciato in pace fin quando non li ho scritti.

L'album è molto ricco di collaborazioni (ndr Fabio Treves, il “Coro Facebook”, i Marta Sui Tubi, solo per citarne alcune). Con chi le piacerebbe collaborare in futuro?
E’ difficile rispondere, perché io sono uno che tende a mantenere fortemente la propria autonomia artistica, la propria personalità. Però sicuramente collaborerei con persone che per me sono state importanti, che hanno rappresentato qualcosa nella mia vita. Giusto per citarne alcuni: gli Stadio, la PFM, Alex Britti, e poi decisamente Mario Venuti.

Qual è la canzone del disco a cui è più legato e che la rappresenta maggiormente?
In realtà ce ne sono almeno tre. La prima è Come Va: quando la canto o l’ascolto mi rivedo in moto, in autostrada. Mi dà un totale senso di libertà. Poi c’è Sei Tu, che è stata una vera e propria soddisfazione, visto che ha un arrangiamento piuttosto complicato (ndr, è il pezzo in collaborazione con A. Poltroneri e il Corpo Musicale di Fornero). E infine direi Facci Caso, che è la canzone con cui ho tentato di andare a Sanremo.

Lei si definisce “una mente pensante”. Chi è davvero Sergio Sgrilli?
Mi piace definirmi “mente pensante” perché penso sia la definizione più adatta per un artista. Ho vissuto all’estero, e fuori dall’Italia non c’è la tendenza a dividere tutto in compartimenti stagni: musicista rock o pop, attore di teatro o di cinema, e così via. Un artista è appunto una mente pensante, che non si limita e non si chiude da solo in definizioni. Io sono un po’ così, spazio a 360 gradi, non mi vedo solo come comico.

Musicista, cantante, attore, regista, interprete, autore: qual è la sua veste artistica preferita?
La comicità, l’essere anche un comico, mi ha permesso di fare molte cose, quindi quello è stato il mio passepartout. Però io mi vedo prima di tutto come un attore, che recita e scrive le sue cose. Poi c’è la musica, anzi, la musicalità che per me è un aspetto imprescindibile. Comunque alla fine, l’importante è fare tutto con una buona dose di ironia, che serve sempre a vedere le situazioni nella giusta prospettiva.

Lei spesso analizza le canzoni di altri artisti in chiave comica. Com’è stato invece trovarsi “dall’altra parte”, nelle vesti di cantautore?
E’ stato meraviglioso. E’ stato togliersi l’ennesimo strato di protezione, accogliere carezze e schiaffi. Mi sono messo completamente a nudo, ed è stato bellissimo vedere il pubblico acquistare il cd e cantare insieme a me.

La musica è comicamente seria o seriamente comica?
La musica è sacra. E’ vero, io la analizzo, ma sempre con ironia e rispetto.

C’è una cosa che non ha ancora fatto ma che le piacerebbe fare?
Ce ne sono due. La prima, nonostante mi piaccia definirmi come “l’unico comico che non ha ancora scritto un libro”, è appunto scrivere, ma solo se arriverà il bisogno di farlo. E poi c’è il cinema: mi piacerebbe potermi esprimere anche in quel mondo, magari anche solo con piccole parti, però intelligenti. Piccole parti che abbiano qualcosa da dire.

Durante i suoi spettacoli lei analizza in chiave ironica le canzoni degli altri: analizzerà anche le sue?
Ho scelto i pezzi di Dieci Venti D’amore con molta cura, e sono tutti talmente diretti e sinceri che credo sia difficile trovare doppi sensi o particolari chiavi di lettura. Però non è detto che magari un giorno su Youtube non spunteranno video in cui sarò analizzato da altri, forse DJ Francesco, i Litfiba, o Meneguzzi. Potebbe accadere, chi lo sa?

Progetti per il futuro?
Vorrei portare in giro il mio spettacolo in tutta Italia. E poi c’è il film tratto dal tour promozionale Dieci Eventi D’amore (ndr, una serie dieci spettacoli in dieci giorni che si sono svolti durante il mese di marzo).

Il film?
Sì, durante le tappe c’erano tre operatori che riprendevano gli spettacoli, e l’idea ora è di prendere il materiale migliore e montare un film di un’ora che mostri il dietro le quinte, cosa si prova ad addormentarsi a Padova e svegliarsi a Bari…è stato un flash!  A dirigere il progetto ci sarà Pierre Ponchione, io supervisionerò. Sono un perfezionista, quindi penso ci vorrà un po’, ma prima o poi uscirà!


E per tutti gli amanti della tecnologia, vi ricordiamo che è disponibile anche l’applicazione gratuita di Sergio Sgrilli per iPad dal nome "Uno nessuno in dieci cose" che permetterà di scaricare e scoprire in anteprima molti contenuti speciali. “Care donne”, dice Sergio, “approfittatene, perché non è facile trovare un uomo che ti dice: scaricami!”.

Infine una piccola nota di chiusura: parte del ricavato dalla vendita del disco Dieci Venti D’amore andrà all’Associazione Italiana Sindrome di Moebius, una malattia rara che impedisce il movimento dei muscoli facciali ma che può essere curata con quella che Sgrilli ama definire “la chirurgia del sorriso”. L’ennesima dimostrazione che la musica fa bene e può fare del bene.


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