23 marzo 2012

Primo maggio, al concertone va in scena la storia del rock

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Un'immagine del concerto del primo maggio del 2011

Nel tradizionale appuntamento in Piazza San Giovanni a Roma verranno eseguiti dodici pietre miliari del patrimonio della musica rock, interpretate in una nuova chiave da artisti italiani e supportate da 12 video, diretti dal maestro Mauro Pagani

La storia del rock sale sul palco del concerto del Primo Maggio 2012: sarà infatti "La musica del desiderio. La speranza, la passione, il futuro" il tema artistico del tradizionale Concertone di quest'anno in Piazza San Giovanni a Roma, promosso da Cgil, Cisl e Uil. A segnare la kermesse musicale, come hanno annunciato gli organizzatori, saranno in particolare 12 brani, pressi dal patrimonio della musica rock e dirette da Mauro Pagani, che assumerà il triplice ruolo di arrangiatore, musicista e direttore d'orchestra. Il grande compositore e polistrumentista dirigerà infatti la "Resident Band", con cui si esibirà dal vivo e poi la grande orchestra "Roma Sinfonietta".

Tra i brani che saranno eseguiti ci saranno "Shine on you crazy diamond" dei Pink Floyd, "Kashmir" dei Led Zeppelin, e ancora uno dei Radiohead, uno degli Who ed uno di Elvis Presley. Ci sarà anche qualcosa che riguarderà anche la musica italiana con la PFM. L'esecuzione dei brani sarà arricchita dalla proiezione di video che tradurranno in immagini le suggestioni della musica. Tra i primi registi che hanno aderito al progetto figura Stefano Sollima, autore della fortunata serie tv Romanzo criminale e ora al cinema con Acab.

Mauro Pagani, reduce dal festival di Sanremo come arrangiatore e direttore d'orchestra del fortunato pezzo di Arisa, "La notte", racconta: "Vorremmo che oggi i giovani si facciano un'idea di cosa è stato per decenni il rapporto con la musica che non era consumo, ma vero bisogno. In fondo la musica rock è anche classica". "Fino a qualche anno fa - continua Pagani - la musica era un fiume sul quale galleggiavano i sogni. Oggi questo fiume si è un po' allargato, i suoi margini non sono più definiti. Ripercorrere la storia attraverso i brani che hanno segnato circa 50 anni della storia del rock, non è solo un modo per riprodurre dei suoni, ma quei sogni di allora. Vorremmo che oggi i giovani continuino ad avere, o a farsi un'idea di cosa è stato per decenni il rapporto con la musica che non era consumo, ma vero bisogno. C'era il bisogno di ascoltare musica, si suonava non per cercare di cambiare vita, ma perché era considerata una cosa magnifica da frequentare nel quotidiano".

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