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27 marzo 2012

Una voce non basta? Pacifico se ne prende 14

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La cover del disco di Pacifico

Esce il nuovo disco dell'artista milanese: tutti duetti inediti e il pensiero forte di farne un secondo. Un disco bello in ogni suo capitolo. Leggi l'INTERVISTA

Che lavoro monumentale che ha fatto Pacifico. L'artista milanese, il cui vero nome è Gino De Crescenzo, si è regalato un disco di duetti inediti. Ha scelto, in un serbatoio ricco visto che è un prolifico, e ha trascinato a lavorare con lui Manuel Agnelli degli Afterhours, Malika Ayane, Francesco Bianconi dei Baustelle, Samuele Bersani, Casino Royale, Bud Spencer Blues Explosion e Frankie Hi-Nrg, Raiz, Cristina Donà, Musica Nuda ovvero Petra Magoni e Ferruccio Spinetta, Ana Moura e Mercan Dede, N.A.N.O., Cristina Marocco che è anche la sua compagna di vita, Manupuma and the Maestro e Dakota Days.

Grande disco?
Lo spero. Anzi sono convinto della bondà del progetto, sto già pensando a un volume due.
Così ci mette chi le ha detto no?
Ma sono pochi e sempre per una questione di mancanza di tempo. Cito per tutti Franco Battiato e Francesco de Gregori.
Difficile mettere insieme tutti?
Meno di quanto si possa pensare perché non sono passato per i canali tradizionali della discografia.
Quanto ha lavorato al progetto?
Ho iniziato nel novembre 2010 a Parigi e mi sono imposto una metodo di lavoro rigoroso.
Più difficile scrivere per sé o fare l'autore per altri?
Fare l’autore è meno faticoso.
Bella coppia con Francesco Bianconi.
Io credevo mi avrebbe respinto. E' molto impegnato. Siamo diventati amici, è anche venuto a trovarmi a Parigi.
Con la coppia Magoni-Spinetta invece avete già lavorato insieme.
Varie volte, ci conosciamo da tempo. Un momento sono seri quello dopo stupidi. Mi fanno morire.
Il tocco esotico di Ana Moura?
Un'altra che non credevo avrebbe accettato e invece quando ha ascoltato Pioggia sul mio alfabeto si è innamorata del brano.
Come ha pescato i Bud Spencer Blues Explosion?
Li avevo visti a un concerto del primo maggio a Roma, mi pare. E’ stato piacevole portarli in un genere musicale non loro.
Chiudiamo con i Casino Royale, i nemici degli esordi.
Quando ho iniziato con i Rossomaltese loro erano dei miti invidiati. Ora siamo amici ma nei nostri incontri abbimo ricordato certi episodi quando noi cantavamo al pomeriggio davanti a poche persone e di passaggio, loro la sera davanti a una folla osannante.
Allora è già concentrato sul secondo volume?
Ho tanto materiale da parte. Mi stimola l'idea che per molti questa può essere una gita fuori porta.
Scusi?
Nel senso che possono divertirsi in generi non proprio nelle loro corde.

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