04 maggio 2012

Antonino e la sua "costellazione" di Amici

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Antonino Spadaccino

Il cantante pugliese si accinge a una estate in tour. E intanto si diverte in televisione, va a far la spesa come niente fosse e scrive. Perché si è scoperto anche autore

di Fabrizio Basso

Il suo primo singolo si intitolava Ce la farò. Era il 2006. Sono passati ormai sei anni e davvero Antonino ce l'ha fatta. Ha vinto Amici, altri concorsi fino a rientrare ad Amici per il ciclo serale di questa edizione. Il suo ultimo disco si intitola Libera quest'anima ed è frutto della collaborazione con Mara Maionchi e Alberto Salerno, la coppia sovrana della discografia italiana.

Antonino ci racconti il ritorno ad Amici.
Una sorpresa. Lo ho lasciato nel 2004 in uno studio piccolo e lo ritrovo ora, nel 2012, in uno studio enorme, che mette i brividi.
Davvero?
Poi col pubblico a ferro di cavallo è una ondata di energia che ti investe. La prima sera è stata dura.
Si aspettava di essere richiamato ad Amici?
Onestamente no. Credo mi abbiano scelto sulla fiducia e per il talento. Potevano pescare tra decine di nomi e hanno scelto me.
Poi c'è il disco.
Da cinque anni non ne pubblicavo. La collaborazione con la Maionchi e Salerno è stata decisiva.
Ora avrà voglia di andare in tour.
Eccome. Parteciperò ai principali radio tour e poi mi metterò al lavoro, vorrei uscire con un nuovo disco entro il 2012.
E il 2013?
Spero sia l'anno giusto per il Festival di Sanremo. Ma è prematuro parlarne ora.
Ora si scrive anche i testi.
Non mi ritengo un grande autore ma mi piace scrivere.
E' pignolo?
Sono da buona la prima perché credo abbia un qualcosa di speciale che non si ritrova replicando. Ma sui particolari sono esigentissimo.
Ha saputo che si parla del passaggio di Amici a Sky?
Si ma non so nulla. Però se penso al successo di X Factor non posso che essere ottimista.
Convive bene con la popolarità?
Certo. Non rinuncio alla spesa. La gente che mi ferma è educata. Foto, autografo e sorrisi.
C'è stato un momento che ha detto: voglio fare il cantante?
Quando vidi al cinema Sister Act. Una volta a Milano ho riconosciuto Lauryn Hill: l'ho inseguita e per la prima volta ho pensato che volevo fare qualcosa di importante.
Chi vuole seguirla dove la trova?
Più su twitter che su facebook. E' meno invasivo e in poche parole ci si riacconta

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