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08 maggio 2012

Deproducers, tutto l'universo in una nota

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L'astrofisico Fabio Peri e i quattro Deproducers: Gianni Maroccolo, Max Casacci, Vittorio Cosma e Riccardo Sinigallia

Quattro produttori d'eccezione - Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Max Casacci e Riccardo Sinigallia - e l'astrofisico Fabio Peri hanno raccontato le stelle e le galassie in "Planetario", primo disco di un progetto che unisce musica e scienza

di Marco Agustoni

"L'Universo stesso è cominciato con un rumore, un Big Bang che può essere paragonato a un potentissimo colpo di cassa". È una delle battute conclusive con cui i Deproducers presentano il loro disco d'esordio, ma in realtà potrebbe benissimo esserne l'inizio. Anche perché molto spesso, nella vita, inizio e fine si confondono. Planetario, questo il titolo dell'album, è il risultato dell'incontro di quattro elementi - ovvero Vittorio Cosma, Max Casacci, Gianni Maroccolo e Riccardo Sinigallia, i membri di questa band formata da superproduttori musicali - con un elemento esterno, in un certo senso scatenante, ossia Fabio Peri, astrofisico e curatore scientifico del planetario (per l'appunto) di Milano.

Nelle otto tracce del disco, sostenuto dal tappeto sonoro dei Deproducers, Peri racconta le costellazioni, la nascita delle stelle, il viaggio della luce e insomma tutte quelle cose che è abituato a raccontare ogni giorno nel suo planetario. "Questi argomenti, spiegati da Fabio, diventano evocativi come una canzone di Dylan o come una poesia" dice Vittorio Cosma, collaboratore di tanti storici musicisti e gruppi tra cui Elio e le storie tese, che è anche stato l'ideatore del progetto. L'incontro con l'astrofisico è stato piuttosto fortuito: "Per questo progetto ho pensato a coloro che, nel loro ambito, avevano creato un suono riconoscibile. All'inizio avevamo ognuno la propria identità, per cui ho dovuto fare un po' il Kofi Annan della situazione, ma dopo un po' abbiamo creato una buona intesa. Siamo riusciti a fare un passo indietro rispetto a quello che era il nostro bagaglio personale: Deproducers significa anche questo. Quando poi ho conosciuto Fabio al planetario, ho chiamato gli altri e ho detto «Venite, ho trovato il nostro Freddie Mercury!».

A dire il vero, Fabio Peri nei panni del frontman appare quantomeno improbabile. Ma appena lo senti parlare ne intuisci il carisma e soprattutto comprendi che ama profondamente la sua materia di studio. "Raccontare l'universo in studio di registrazione è molto diverso che farlo davanti al pubblico del planetario, perché non ho così tanto tempo a mia disposizione" racconta l'astrofisico, "bisogna arrivare a condensare tutto quanto in poche frasi di impatto. Ma allo stesso tempo diventa tutto molto più suggestivo". Al momento di accettare, Peri ha posto un'unica condizione: niente alieni. "Se ci metti dentro i cerchi nel grano, la fine del mondo o i templari, arriva un sacco di gente. Ma io sono uno scienziato", nicchia lui. Come una vera e propria rockstar, Peri seguirà la "sua" band anche in tour, dove la narrazione sarà accompagnata da proiezioni e scenografie. Spiega l'ex Litfiba e PGR Maroccolo: "La nostra speranza è di portare lo spettacolo non solo nei teatri, ma anche nei luoghi di divulgazione scientifica. Non pensiamo solo alle università, ma anche alle scuole elementari, per esempio. Ma prima dobbiamo attivare le connessioni per renderlo possibile. Vorremmo che fossero delle specie di lezioni, ma senza la pretesa di fare i maestri".

Non si tratta di un progetto da poco: dietro Planetario c'è niente meno che la Sony. Certo, ad aiutare il progetto a decollare sono serviti anche i crediti raccolti negli anni dai produttori, perché, come ammette lo stesso Maroccolo, "certe cose ce le siamo potute permettere perché siamo noi". Ma i quattro sono ambiziosi e hanno già in programma una serie di nuovi capitoli, ognuno dedicato a un particolare argomento (l'acqua è tra i temi in lizza). La scienza rimane il collante, ma c'è chi, come l'ex Tiromancino Riccardo Sinigallia, si spinge anche più in là: "I puri dati scientifici di Fabio, combinati alla musica, innescano qualcosa di spirituale". Ecco, la musica: "Il punto di partenza potrebbe essere Dark Side of the Moon filtrato attraverso Vittorio Cosma", riassume Max Casacci dei Subsonica.  A metterci le mani, tra l'altro, ci ha pensato anche un altro grande produttore, ovvero lo scozzese Howie B, che si è occupato del mixaggio finale: "Ha avuto il pregio di trovare un suono unico al disco. In più ci piaceva l'idea di una persona super partes che in qualche modo facesse da amalgama tra le nostre differenze", dice Cosma.

Per chiudere, una curiosità: i brani del disco sono stati inviati (come file) alla ISS, ovvero la stazione spaziale internazionale che orbita attorno alla Terra: si tratta dell'ultimo avamposto umano prima dello spazio infinito, abitato di volta in volta da tre astronauti diversi. I quali, ascoltando le spiegazioni in italiano di Fabio Peri, si augureranno che prima o poi ne venga realizzata una versione in inglese, per un pubblico più ampio. Perché, bisogna dirlo, il progetto dei Deproducers si presterebbe benissimo a essere tradotto in svariate altre lingue: la buona musica e la divulgazione scientifica non raggiungono mai abbastanza persone...

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