31 maggio 2012

Club Dogo: "Tutti vogliono i soldi, ma solo noi lo diciamo"

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I Club Dogo

I tre milanesi escono il 5 giugno con "Noi siamo il Club", in cui ospitano Carlo Lucarelli, Giuliano Palma, Marracash e i Datura e parlano di denaro e cattivi maestri, ma anche di piazza e di Pro Evolution Soccer : li abbiamo intervistati per voi

di Marco Agustoni

I Club Dogo entrano in discoteca e, per parafrasare un loro vecchio pezzo, spaccano tutto. Per farlo si servono di sonorità differenti, prese in prestito dalla dance così come dal reggae e dal rock, in un insieme di stimoli che si riflette nell'elenco degli ospiti di Noi siamo il Club, il loro nuovo disco in uscita il 5 giugno: Giuliano Palma, i Datura, i Power Francers, Marracash, Zuli, Ensi, J-Ax, Il Cile, Giuliano Pepe e persino lo scrittore Carlo Lucarelli, che legge l'intro dell'album, sono gli amici e collaboratori che il trio milanese ha chiamato a sé per questo ultimo lavoro. Che parla di club e discoteche ma anche di politica e di cattivi maestri. E nel mucchio ce n'è pure per Pro Evolution Soccer. Ecco la nostra intervista a Don Joe, Jake la Furia e Gue Pequeno.

Tra dischi dei Dogo e progetti solisti vi date parecchio da fare: riuscite a stare dietro agli impegni?
Gue: Le tempistiche del rap sono un po' più fast food rispetto al rock, perché è un genere in cui i ritmi sono molto più serrati. Anche con internet, tutto è diventato molto più immediato: uno fa un pezzo e lo butta fuori subito. Noi siamo sempre in studio, è anche una necessità dettata dal mercato: il pubblico è molto affamato e non puoi più fare come un tempo, quando un artista faceva un disco e poi stava fermo quattro anni.
Joe: Le nuove generazioni bruciano i dischi in un secondo e i pezzi invecchiano presto.
Jake: Anche se i nostri invecchiano benissimo, visto che tutti spaccano le palle per sentire i pezzi vecchi!

I progetti solisti dell'ultimo anno [nda: Il ragazzo d'oro di Gue Pequeno e Thori & Rocce di Don Joe con Shablo] sono entrati in qualche modo nel disco nuovo?
Joe: C'è qualche spunto, ma il modo di lavorare rimane sempre il nostro che è ben collaudato. L'unica novità consiste nell'aver coinvolto anche tanti musicisti che hanno suonato nel disco, in cui tra chitarre e basso ci sono molti elementi live.



Non siamo dei rapper, siamo dei selvaggi
Il flow ti fa cadere il drink e tutti i tatuaggi
(da Chissenefrega - In discoteca)

Per quanto l'impulso maggiore provenga dalla musica da club, scorrendo la lista dei featuring si vede che vi siete aperti a molti generi musicali diversi...
Jake: Questo ha a che fare con la nostra vita personale, perché noi non ascoltiamo solo il rap. Anzi. Ci piace molta altra roba, dal reggae al rock e all'elettronica. Per quel che mi riguarda ascolto anche molto country.
Gue: Già dai primi dischi abbiamo preso da tanti generi, per cui siamo sempre stati un po' onnivori. In questo abbiamo avuto la possibilità di avere ospiti importanti, anche al di là del rap, e abbiamo colto l'occasione al volo. Palma canta in un pezzo con sonorità reggae molto nelle sue corde. Non avevamo mai fatto un pezzo con un cantautore, ma poi abbiamo scoperto con Il Cile di essere fan reciproci e così ne è nata una collaborazione. Ma fa tutto parte del nostro background.

Compresi i Datura?
Jake: In realtà non è così strano, perché tutto un filone recente del rap riprende l'italodance di un certo periodo. E poi fa parte di noi, per quel che mi riguarda nell'italodance ci ho sguazzato: probabilmente se non mi fossi appassionato al rap sarei morto in discoteca!

Ho ancora quella tuta bianca
Sporca con i segni della panca
(da Ragazzo della piazza)

Nel pezzo con Ensi, Ragazzo della piazza, torna un tema frequente del rap, ovvero il rimanere fedeli alla strada...
Jake: È un pezzo che non rivendica nessun tipo di origine o appartenenza, se non a un certo periodo in cui la forma di aggregazione principale era la piazza. Ci si ritrovava in strada per fare casino assieme. E questa è una cosa che non c'è più, perché è un po' stata cancellata dai telefonini, da internet e i social network. Questo pezzo voleva chiarire il fatto che di certo abbiamo avuto successo, ma il nostro background e la nostra ispirazione sono sempre gli stessi: la nostra vita è sicuramente cambiata, ma frequentiamo gli stessi posti e gli stessi amici.

Allucinogeno, frate una droga di 7 note, pure se il vero peyote
Quello per cui vado fuori, sono solamente le banconote
(da Erba del diavolo)

Poi ci sono i soldi, che nel disco hanno un ruolo importante...
Gue: Il denaro c'è sempre nei nostri dischi, perché non vogliamo essere ipocriti: a differenza di tutti quelli che in Italia si vergognano a dire che vogliono i soldi, come se ci fosse qualcosa di male, per noi non è così. Come in passato non ci siamo vergognati di parlare di altre cose. Del resto sono tutti fissati con il denaro, com'è possibile non parlarne?
Jake: Adesso più che mai, poi, è il momento di parlare di soldi, visto che sono il problema numero uno in Italia. Poi si critica chi tenta di dare di sé un'immagine vincente e ambiziosa, mentre se sei socialmente impegnato allora sei un figo. Peccato che molti di quelli che nel nostro ambiente sembrano impegnati, poi sono merde come gli altri...
Gue: In più, banalmente, stiamo parlando di musica hip hop, che ha determinati dogmi stilistici e si basa sulla competizione.

Questo è per chi odia il rap commerciale
Lo faccio solo perché mi piace farvi incazzare
(da Sangue blu)

Oltre all'interesse nei confronti del denaro, vi fanno spesso pesare il successo in classifica...
Jake: Questa cosa del prendersela con chi ha successo è molto italiana: se hai successo allora sei commerciale. A noi sta succedendo esattamente quel che successe agli Articolo 31 quando fecero il botto: tutti gli dicevano che erano commerciali, però poi tutti gli compravano il disco. Poi se uno mi dice che ha ascoltato la mia musica e proprio non gli piace, lo rispetto. Ma dire "sei commerciale" senza approfondire non mi significa niente.

Se per te PD è una bestemmia e non un partito, ti dico bravo
PDL è la stessa bestemmia, ma con l'aggiunta di ladro
(da Cattivi esempi)

In una semplice rima che riguarda PD e PDL riassumete il vostro pensiero sulla politica...
Jake: Non siamo mai stati un gruppo politico, anche se non abbiamo mai nascosto di essere di sinistra e questo lo si capisce anche da quello che diciamo. Ma andando avanti i nostri pezzi più impegnati si sono focalizzati sempre di più sul sociale e meno sulla politica, anche perché noi stessi siamo diventati sempre più disillusi in proposito.
Gue: Quella rima è una provocazione, ma in sostanza racconta la realtà, ovvero che a destra e sinistra sono tutti ladri. Ed è quello che pensano in molti.

Sto lontano dallo stress, fumo un po’ e dopo gioco a PES. (da P.E.S.)

Abbassiamo il livello della conversazione: come mai una canzone dedicata a Pro Evolution Soccer?
Gue: In un certo senso è un pezzo generazionale...
Jake: Sì, nel senso che tutti quelli della nostra generazione e anche della successiva, ogni tanto si divertono a perdere un po' di tempo fumando e giocando alla Playstation...

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