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07 giugno 2012

Springsteen e J Ax, quando la musica...Trotta

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Bruce Springsteen tre date in Italia grazie a Claudio Trotta

Il fondatore della Barley Arts da oltre trent'anni organizza e importa concerti. Ci racconta quanto sia difficile, problematica ma bella ed entusiamsante una vita...live

di Fabrizio Basso

La musica in Italia sarebbe un'altra cosa senza Claudio Trotta. Almeno quella dal vivo. Perché lui, sorridendo e sgomitando ha creato la Barley Arts quando ancora la musica viaggiava nelle balere e mentre nelle osterie serviva, come cantò Guccini, un nichel per avviare il juke box. Trotta è oggi, 30 anni dopo, nella top five dei promoter italiani. In questi mesi estivi del 2012 porta a casa nostra, tra gli altri, Bruce Spingsteen, J Ax e Lenny Kravitz. Non si perde d’animo mai. Altrimenti avrebbe cambiato vita con gli artisti permalosi del terzo millennio.

Trotta lei non collabora con artisti italiani.

In questo periodo costituiscono il rischio maggiore.
Perché?
Anche per colpa di noi  promoter a che li sopravvalutiamo ed è un errore.
Cosa intendende per sopravvalutare?
Vengono concessi dei minimi garantiti che non sono più coerenti con la stagione della crisi.
La Barley Arts non ne ha nessuno nel rooster?
Nessuno se si fa eccezione di alcuni legati al mondo hip hop tra i quali J Ax che sta andando benissimo.
Dove si nasconde l’errore del made in Italy?
Troppo volte si annunciano date doppie nella stessa città poi si fatica a riempirne una.
Crisi nera?
I concerti non sono in crisi. Springsteen è quasi sold out in tutte e tre le date e rispetto a tre anni fa abbiamo fatto un adeguamento minimo di circa il 10 per cento. Di J Ax ho detto e anche i Cure all’Heineken so che vanno bene.
Madonna pare un flop.
Oggi un contratto come quello stipulato con Madonna non tiene conto della realtà. Gli internazionali vogliono sempre un garantito mentre con gli italiani si va a trattare.
Insomma la musica è sana.
Quella dal vivo è sana anche se talvolta si fatica.
Il Sud
Si fatica ma non tutto il Sud è uguale: Sicilia e Puglia sono ricettive, c’è attenzione. Da Roma in giù bisognerebbe ribassare i prezzi, ci sono problemi economici. Quando portai al Sud Ligabue, Litifiba e Renato Zero feci una politica dei prezzi al ribasso. Ora sto lavorando per portarci un grosso concerto nel 2013.
I concerti gratis sono un errore?
Grosso. Ma tutta la gratuità è un errore: dallo scaricare musica allo scaricare film. Purtroppo è una pessima abitudine diffusa anche tra persone benestanti: non è una questione generazionale. Scaricare deprezza l’arte.
Ma a volte sono gratis perché hanno uno sponsor.
Il concerto del primo maggio è giusto sia gratis. Così come un concerto in piazza Duomo a Milano. Ma devono essere eccezioni legate a un qualcosa di speciale.
Che pensa dei concerti elettorali?
Non mi piacciono i politici che utilizzano troppo spesso la musica per fare i promoter di se stessi. Non sono stati eletti per portare musica gratis nelle piazze, stiano dalla parte della gente, lavorino per la gente.
Lei però è parte di questo sistema un po’ malato.
Lo so e dunque anche io sono colpevole.
In Italia manca la curiosità per i concerti.
E’ un nostro limite. Il più delle volte si va a un concerto perché appartieni a una tribù che è fan dell’artista. Oppure è un artista alla moda èd è impossibile non esserci.
I Festival stentano.
Non funzionano perché il pubblico italiano è conservatore. Nel 1994/95/96 feci l’esperimento Sonoria: in 3 anni ho portato 140 artisti e all’ultimo erano in 54 divisi su tre palchi. Ma erano costi insostenibili.
La musica è cara?
Smettiamola di dire che la musica è cara, oggi i cd costano poco: se si compra in digitale su i-tunes o i-music si acquistano album splendidi a cifre più che accettabili.
Insomma che bisogna fare?
Intervenire sui minimi garantiti e ragionare su altri costi: oggi la promozione può essere tagliata se si usano bene i social network e il viral marketing. E non dimentichiamo che in Italia si pagano i diritti d’autore più alti dì Europa.
Ci confessi un suo errore?
Recentemente ho portato in Italia l’Asteroid Galaxy Tour. Sono danesi, bravissimi ma per il nostro paese sono prematuri!

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