12 giugno 2012

The Sun, viaggio alla ricerca della Luce

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The Sun

Esce il nuovo album della band veneta che, dopo anni a suonare in inglese in giro per il mondo con alcuni dei più celebri gruppi punk, ha deciso di tornare all'italiano con Spiriti del sole e, ora, con Luce. Ecco l'intervista e il video di Onda perfetta

di Marco Agustoni

Avevamo già incrociato The Sun un paio di anni fa, quando avevamo proposto l'anteprima del video di 1972, singolo di lancio del loro Spiriti del sole. Ora li ritroviamo alla vigilia dell'uscita di Luce, il secondo disco in italiano, ma l'ennesimo della loro carriera: sì, perché questi quattro veneti prima di tornare alla loro lingua madre erano riusciti a farsi conoscere all'estero con una serie di album punk rock cantati in inglese, che hanno permesso loro di girare il mondo in compagnia di band come The Offspring, Misfits e NOFX. Un cambiamento linguistico che è coinciso con un cambiamento interiore, che ha portato il gruppo ad avvicinarsi al cristianesimo, fino a volare in Palestina e, di recente, suonare il 2 giugno in occasione della visita di Papa Benedetto XVI a Milano per il Family Day. Ecco cosa è venuto fuori dal nostro incontro con Francesco, Riccardo, Matteo e Gianluca, ovvero The Sun.

Da Spiriti del sole a Luce, già dai titoli il legame tra i due dischi sembra forte...

In Spiriti del sole raccontavamo il nostro percorso di conversione, da lì abbiamo cominciato a dare un senso a quel che facevamo. Dopodiché siamo stati in Terra Santa a suonare durante un concerto per la pace, è stata un'esperienza molto profonda e quando siamo tornati abbiamo cominciato a scrivere il disco nuovo con le idee molto più chiare.

In quattro su quattro avete attraversato un cammino di conversione: sembra quasi difficile da credere...
Non per tutti è andata allo stesso modo, per alcuni di noi è stato un processo più lungo. Comunque ci sono storie di conversione ben più forti delle nostre... anche se è vero che in musica non ce ne sono tante. Forse è anche una questione di paura, perché c'è chi magari ha trovato alla fede ma non ha il coraggio di condividerlo, perché teme di perdere la propria popolarità. Per quanto le difficoltà siano state tante, noi non abbiamo mai pensato in questi termini, perché per noi la musica è un mezzo.

Qualcuno ha storto il naso?
Da entrambe le parti: sia chi non crede alla genuinità dell'esperienza che stiamo vivendo, sia chi ci seguiva prima e rivuole quello che non siamo più. E c'è addirittura chi ci dice: "Voi avete dei tatuaggi, non potete essere credenti!".



Qualcuno dei vecchi fan vi ha seguiti?
Sì, alcuni hanno deciso di seguirci nel nostro cammino e magari hanno fatto a loro volta un percorso di evoluzione: è stato bello vederli fare delle scelte positive.

L'etichetta di "christian rock band" che vi stanno affibbiando non rischia di nuocervi?
Innanzitutto bisogna dire che noi non è che cantiamo i salmi. Parliamo di vita, di amore e delle cose che succedono e interessano a tutti. È vero che le etichette in qualche modo servono, anche se questa è un'etichetta che non amiamo tanto, perché spesso viene recepita in maniera errata. Dopodiché, la nostra luce è questa, ma speriamo che ognuno trovi la propria.

In ogni caso, gli argomenti affrontati in Luce sono tanti...
Sì, si parla di tanti problemi diversi, come detto universali. Per esempio in Più del sesso parliamo di come oggi la sessualità venga vissuta con un approccio che è destinato a procurare infelicità, come noi stessi abbiamo sperimentato in passato. Il che però non vuol dire assolutamente che oggi pratichiamo la castità!

Anche il passaggio dall'inglese all'italiano, da un punto di vista discografico, dev'essere stato un azzardo...
È stata una scelta molto tormentata, ma c'è stato un momento in cui io (nda: Francesco, voce del gruppo) ho sentito che mi veniva spontaneo scrivere in italiano, proprio come prima mi veniva naturale farlo in inglese. Non è stata una scelta, ma un'esigenza, forse anche perché in italiano riesco a esprimermi in maniera più completa. È vero però che l'inglese è una lingua universale, quindi non è detto che in futuro non mi cimenti di nuovo...

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