Caricamento in corso...
22 giugno 2012

Danilo Sacco: "Dopo i Nomadi canto da solo"

print-icon
dan

La cover di "Un altro me" di Danilo Sacco

L'ex voce dei Nomadi cambia vita e si lancia in un progetto solista, con un disco intitolato "Un altro me". E nega che ci siano state polemiche con la sua vecchia band. Ecco l'intervista.

Rinunciare allo "stipendio sicuro" garantito dall'appartenenza ad una band come i Nomadi non è da tutti: eppure Danilo Sacco, voce del gruppo dalla scomparsa di Augusto Daolio, ha deciso di cambiare vita - complici alcuni seri problemi di salute - e di buttarsi a capofitto in una nuova avventura, lasciando i suoi compagni di viaggio e mettendosi al lavoro su un disco solista intitolato Un altro me, che porterà a breve in tour con i suoi musicisti. Ecco come ne ha parlato.

Ci vuole un bel coraggio, a buttarsi in un'avventura di questo tipo...

Ho deciso di cambiare vita dopo il mio infarto: tutti ci riteniamo invincibili, ma non lo siamo affatto e io mi sono trovato ad avere paura.

I Nomadi erano diventati un peso?
Stare nei Nomadi era un'esperienza totalizzante, a una band così devi dare sempre il 120% e io temevo di non essere più all'altezza. Volevo rallentare.

Fare da sé, però, non è necessariamente più rilassante...
In una situazione come quella dei Nomadi sei al sicuro, ma dopo un po' troppa sicurezza ti fa addormentare. Io volevo rimettermi in gioco. Adesso sono senza rete: tocca a me.

Voglia di dimostrare qualcosa?
In realtà non voglio fare chissà che: mi basta fare della buona musica.

È vero, come si è sentito dire, che la rottura non è stata indolore?
Sono convinto che qualcuno possa non aver compreso la mia scelta, ma da parte mia non c'è stata né ci sarà mai una rottura. E non rinnegherò mai l'esperienza nei Nomadi.

Si può definire Un altro me un disco "arrabbiato"?
In un certo senso sì. Ma tratta temi che viviamo tutti i giorni - come un ragazzo che muore in un cantiere, o ancora un amore - senza essere qualunquista.

Cosa vuole trasmettere con le sue canzoni?
Mi piacerebbe che il disco fosse visto prima di tutto come un lavoro onesto... e tutto sommato normale. Perché oggi la vera rivoluzione è essere normali.

Ai concerti si aspetta i fan dei Nomadi?
Spero che qualche fan della band decida di seguirmi e che qualcuno di quelli che mi vengono a sentire decida di scoprire la musica dei Nomadi.

IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky