26 giugno 2012

Concerto per l'Emilia, notte magica di lacrime e speranze

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Ligabue ha cantato, in acustico, "Un giorno di dolore" e "Il meglio deve ancora venire"

Oltre 2,5 milioni raccolti tra incasso e sms nel concerto voluto da Beppe Carletti dei Nomadi e che ha portato allo stadio Dall'Ara, tra gli altri, Ligabue, Guccini, Cremonini, Pausini, Morandi e Zucchero. Noi c'eravamo e ve lo raccontiamo

di Fabrizio Basso
(da Bologna)

Dio sarà anche Morto ma non qui. Non al Dall’Ara ieri sera, non in quell’Emilia che è un impasto di macerie e lambrusco e che sa sorridere e rialzare la testa. Ieri, 25 giugno 2012 data da non dimenticare, nel Concerto per l’Emilia c’erano tutti, c’erano Medolla e Finale Emilia, Mirandola e San Felice sul Panaro. In 40mila hanno tirato su un muro di note per esorcizzare quella bestia che si chiama terremoto e che, come ha detto Beppe Carletti dei Nomadi, <è il nemico peggiore perché non lo vedi in faccia, non sai dove è nascosto e non sai quando ti colpisce. Devi solo sperare>.

Alla fine, quando la notte ha spento l’afa ma non la voglia di ricominciare a vivere, sono tornati sul palco i Nomadi per esorcizzare i tremori del cuore, oltreché quelli della terra, e hanno cantato, accompagnati da un coro di 40mila persone, Dio è morto. Perché in una suo verso recita . E la speranza ieri sera è davvero nata. Nonostante qualche sindaco abbia detto che di finanziamenti non se ne sono ancora visti. E loro sono in emergenza ogni giorno.

La serata è stata così magica che nessuno si è accorto del grande assente. Vasco, che fino alla vigilia, aleggiava sulle colline bolognesi con le sue invettive, ieri sera si è smaterializzato. E non è stata l’afa a farlo evaporare ma la voglia di chi ha scelto di esserci avrebbe detto Roberto Vecchioni. Per una volta ha vinto il cuore, ha trionfato la voglia di esserci. E di restarci. Gianni Morandi è stato chiaro: .

Il prossimo grande appuntamento col cuore è il 22 settembre a Campo Volo, a Reggio Emilia, quando Ligabue condividerà il palco con Biagio Antonacci, Renato Zero, Tiziano Ferro, Ligabue, Elisa, Laura Pausini, Claudio Baglioni e Giorgia.

I deejay hanno tenuto compagnia a chi alle 16 era già sul prato. Sfidando l’afa pur di avere per le successive due settimane il segno delle transenne sull’addome. Era Radio Bruno a dettare i tempi. Le prime lacrime arrivano alle 19 quando Paolo Belli, il più colpito dal terremoto avendo casa a Medolla, sale sul palco: jeans e maglietta rosa guarda lo stadio che si sta colmando. Lo riconosco, lo applaudono, lui è imbarazzato, fa qualche passo in avanti e si asciuga i lucciconi. L’Emilia è terra che compatta, ma così compatta neanche Belli se l’aspettava.

Poco dopo le 21 con “Il suono della domenica” parte il concerto: è Zucchero il primo. Poi Francesco Guccini, il papà di tutti quelli che ieri sera c'erano, prima con Il vecchio e il bambino e poi, in coppia con Caterina Caselli, che sfoderava la voce dopo 42 anni di silenzio canoro, poi con Per fare un Uomo. Quindi Nomadi, Stadio, Morandi, a sorpresa Raffaella carrà, Bersani, Cremonini, Carboni, Nek, i Modena City Ramblers che ritrovano Cisco...tutti con metodologia anglosassone: stessi strumenti per ogni artista. E due canzoni a testa: proibita ogni forma di promozione, ieri sera si stava sul palco per dare gioia a quelli che Carletti ha ribattezzato i “fan della solidarietà”.

In termini concreti sono stati incassati 2,5 milioni di euro, 1,100mila solo di biglietti. Magari la cifra viene rimpolpata dall'assegno di qualche rocker assente. Tutto sarà gestito con trasparenza. E’ una promessa. Quando, da poco è scoccata la mezzanotte, si lascia il Dall’Ara e ci fa compagnia una frase scritta a mano, stampata, abbozzata, disegnata su migliaia di magliette: “Teniamo botta!”.

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