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05 luglio 2012

La ragazza di Ipanema è una splendida cinquantenne

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Ragazze di Ipanema oggi - Getty Images

Il pezzo brasiliano culto della bossa nova compie 50 anni. Riproposto in mille salse, è la hit più registrata al mondo dopo Yesterday dei Beatles. E c'è chi cerca di ricordare chi fosse quell'adolescente che passeggiava sulla spiaggia di Rio…

di Eva Perasso

La ragazza che ogni giorno passava per Ipanema e si fermava al bar Veloso a comprare le sigarette per la mamma, solleticando i sogni degli uomini seduti ai tavolini, è oggi una splendida signora, e la canzone che ne consacra i movimenti e il sorriso, La garota de Ipanema (La ragazza di Ipanema), è una hit che festeggia quest'anno il suo primo mezzo secolo. Dieci lustri portati benissimo: è la canzone più registrata al mondo, seconda solo a Yesterday dei Beatles, interpretata da tutti i grandi artisti della terra, tradotta in molte lingue e ispiratrice di storie d'amore, serate danzanti, momenti di intimità e di relax.

La musa
- Lei, Heloisa Pinheiro, la garota de Ipanema, nel 1962 aveva circa 15 anni e tornando da scuola, ogni giorno, costeggiando la bella spiaggia di Ipanema a Rio de Janeiro, passava davanti al tavolino di due dei più assidui frequentatori del Veloso di Rua Montenegro: Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobim, rispettivamente poeta-paroliere e compositore di alcuni dei successi brasiliani degli anni Sessanta più ascoltati. La leggenda racconta che furono proprio gli occhi chiari di Heloisa, la sua carnagione ambrata e i capelli scuri a dare il tocco magico alla canzone brasiliana più nota al mondo. Non a caso, il titolo originale della canzone era proprio “Menina que passa”, la ragazza che passa. Un pezzo di bossa nova, con base samba, perfetta se accompagnata da una chitarra, ma anche dalle note di un piano.

La voce di Astrud Gilberto e il sax di Stan Getz, 1964



La versione da Grammy - Registrata dai due di Rio nell’estate del 1962, esattamente 50 anni fa, già nei primi mesi la canzone fu riproposta da decine di artisti brasiliani e giunse al suo successo mondiale l’anno seguente, quando a marzo fu pubblicata la versione americana, “The girl of Ipanema”, dal sassofonista Stan Getz e dall’artista Joao Gilberto. Grazie a un’intuizione, quella di far cantare la versione inglese alla moglie di Gilberto, la brasiliana Astrud, arrivò il successo planetario e la signora divenne, per tutto il mondo, il volto della ragazza di Ipanema che faceva sognare chi la incrociava per strada. La loro versione infatti rimase in classifica per 96 settimane di fila nel Billboard e vinse, nel 1965, il Grammy Award.

Veloce e sincopata nella versione di Ella Fitzgerald del 1971



Tutti pazzi per Ipanema – Ma le sue note ambient e ritmate non sono piaciute solo ai brasiliani: se la canzone ha contribuito a scalzare anche il nome della spiaggia di Copacabana come simbolo dei lidi brasiliani nel cuore dei turisti, a favore del litorale di Ipanema, anche le sue note sono state riarrangiate e le parole ricantate da tutti i grandi. Vi sono versioni intramontabili per la loro perfezione, come quella di Elis Regina al festival di Montreux nel 1978, o quella di Ella Fitzgerald, o ancora il pezzo registrato da Frank Sinatra insieme con lo stesso Jobim, contenuto in un album che spopolò grazie alla doppia voce e al doppio testo, inglese per la voce di Frank e portoghese per la voce di Antonio Carlos. Da lì in avanti, anche in tempi recenti, sono moltissime le versioni diventate successi: da quella di Amy Winehouse a quella di Cher, dai Pizzicato Five alla versione strumentale di Pat Metheny, ogni artista ha provato a reinterpretare l’atmosfera brasiliana del pezzo.

Una versione con la doppia voce di Frank Sinatra, in inglese, e Antonio Carlos Jobim, portoghese



Omaggi italiani – La prima a registrarne una versione in lingua italiana fu Caterina Valente, grande voce del jazz abilissima nel canto in molte lingue diverse. Ma il primo a farne un'incisione sul nostro territorio fu invece Bruno Martino, che tutti ricordano intonare la strofa iniziale tradotta “Torneresti sui tuoi passi, ragazza d'Ipanema che passi, se ti voltassi ad ogni singolo "ah"”. Melodica e romantica, fu poi resa famosa anche dalle interpretazioni di Mina alla fine degli anni Sessanta e più di recente, da una più dissacrante e rockettara dell’ex Litfiba Piero Pelù.

Mina negli studi RAI, 1968, versione in italiano


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