13 luglio 2012

Non si scende a Patti: "Il rock è poesia"

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Patti Smith

La Smith, in Italia per dieci concerti, racconta di come le due arti si nutrano a vicenda. Sky.it la ha incontrata e intervistata: un viaggio a domanda e risposta lungo 40 anni

di Fabrizio Basso

La poetessa d'America ha il passo lungo del tempo. Riesce ad attraversare almeno quattro decenni in musica, parole e poesia. Patti Smth crede ancora che The People have the Power e lo recita sul finire della nostra intervista. Gli occhi sono luminosi, la voce fiera, appena incrinata da un lieve mal di gola. Ma giura che da stasera, per i dieci concerti italiani, sarà perfetta.

Signora Smith quanta Italia nel 2012.

Il tour è lungo e difficile. Qui mi sento a casa.
Difficile?
E' una sfida. Sempre in giro, tanto tempo da sola sul pulmann. Lo stile di vita è impegnativo ma in Italia, la mia band e io, lo sopportiamo meglio.
A Milano viene spesso.
Mi piace. Mi piacciono i suoi tram, l'Hotel de Milan dove si spense Verdi, mi piace Villa Arconati dove suonerò il 23 luglio. La gente è affettuosa.
Lei, Bob Dylan, BB King: i mostri sacri riempiono le arene italiane.
Noto anche io un grande interesse per i Sessanta e i Settanta. I giovani vogliono risposte. Ma bisogna trovarle dentro di sé.
Cosa rende speciale un concerto?
La gente. L'energia. Il cuore dei giovani.
Sarà ospite al Festival di Gaber e dedica il concerto di Bologna alle vittime di Ustica.
Alcuni concerti uniscono le persone oltreché per la musica per un senso di condivisione. A Viareggio celebro Giorgio Gaber che considero un uomo coraggioso, lucido nel raccontare la condizione umana.
Ustica?
Un disastro circondato da non risposte. Non è una presenza politica ma un atto di solidarietà.
Lei ha fatto una crociera sulla Costa Concordia.
Quando ho saputo quello che è sucesso è stato uno shock. Nei giorni che sono stata a bordo ho visto famiglie felici, ecco perché il dolore è stato forte. Devo comunque gratitudine a quell'esperienza, è alla radice di Banga. Ero ospite di Jean-Luc Godard.
Dedica Nine a Johnny Depp.
E' un fratello. Ha suonato la batteria. E' un dono per il suo compleanno. Parliamo di letteratura quando ci vediamo. Anche se molti non ci credono è la pura verità.
Maria?
E' per Maria Schneider. Infine omaggio Neil Young con After the Gold Rush.
Il rock è poesia?
Indubbiamente. Si nutrono a vicenda.
Il più grande?
Jim Morrison dei Doors. Lui è l'amore allo stato più puro.
Cosa è la cultura?
Collaborazione tra artisti e gente.
Si vive di cultura?
Non dà pane, ricchezza e fama ma viene da dentro e senza di lei non si va da nessuna parte.
E' vero che è delusa da Obama.
Sì. Ma lo sostengo ancora. Il secondo mandato è meno soggetto a compromessi e dunque ho fiducia.
Ma in onestà: si trova bene in questa epoca?
Vengo dal XX secolo, il XXI lo trovo un po' ostico.

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