24 giugno 2013

Liam Gallagher, to BE or not to BE?

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bea

I Beady Eye di Liam Gallagher

Esce il secondo album del gruppo creato dall'ex leader degli Oasis. Cambia il produttore, cambia il suono ma non cambia lui che mantiene quell'aria da popstar strafottente. Sky Mag lo ha incontrato in albergo a Milano: ecco l'intervista

di Fabrizio Basso

Una rockstar che canta come una divinità e morde come un crotalo. Liam Gallagher è in Italia con i suoi amici Beady Eye per presentare il secondo album Be che arriva a due anni di distanza da Different gear and still speeding. Nuovo suono, nuovo produttore, una data in Italia il prossimo 6 luglio a Pistoia e pure una buona dose di indisponenza. Sky Mag lo ha incontrato in albergo, a Milano. Stravaccato su una sedia, con gli occhiali scuri, il senso dell'insofferenza e una voglia di parlare minima. Ma quel minimo lascia il segno.

Liam Gallagher partiamo da Be.

E' cambiato il suono: dobbiamo molto al nuovo produttore Dave Sitek. E' un disco libero. Con mio fratello Noel in squadra non lo avremmo mai fatto: lui è un accentratore.
Come lo definirebbe?
Mio fratello?
No, il disco.
Roba cosmica.
La cover in Inghilterra è stata censurata per quel seno...
Incredibile. I capezzoli li abbiamo tutti. E' uno scatto bellissimo.
Flick of the finger è molto forte come tema.
E’ un discorso politico. Basta tenerci all'oscuro, bisogna sapere per cosa si va a morire in guerra. Il gioco è cambiato, devono darci più informazioni.
Si leggono cose cattive su di lei. O meglio: dette da lei.
Ho una grande bocca destinata ad allargarsi sempre più.
Ce l'ha in particolare con Robbie Williams.
I suoi gesti da clown surclassano la musica.
Anche lui è così cattivo verso di lei?
Non prendo consigli da lui, preferirei spararmi nei cogl...
Il cambio di sound potrebbe allontanare un po’ di pubblico?
Be è una evoluzione di Different gear and still speeding, non un'altra cosa. E comunque i dischi non si fanno per guadagnare o perdere persone.
Il 6 luglio a Pistoia l'unica data italiana.
Peccato, ci sarebbe piaciuo farne qualcuna in più. Speriamo di recuperare più avanti.
Shine a light ha lo stesso titolo di una canzone dei Rolling Stones e del documentario su di loro di Martin Scorsese.
Lo so ma non c'è alcuna analogia. E neanche prelude a un film sugli Oasis. Che per ora non si riuniscono.
A proposito di teste calde: le spiace che Mario Balotelli non sia più del Manchester City?
Un po'. Farà bene ovunque. E' un ragazzo fuori dal coro. Lo seguo ancora e nei prossimi anni andrà benissimo.
Ascolta musica?
No, di nessun tipo. Forse un giorno comprerò un iPod.

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