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16 maggio 2017

Kiss, l’essenza Rock’n’Roll: Vicio dei Subsonica intervista Tommy Thayer e racconta il live

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kis

Oltre 100 milioni di dischi sono un biglietto da visita praticamente unico. Ieri sera a Torino i Kiss hanno tenuto il primo dei due live italiani. Il secondo stasera a Bologna. Per noi c’era Vicio, bassista dei Subsonica ma anche produttore e beatmaker. Ecco il suo racconto esclusivo della serata e l'intervista a Tommy Thayer

di Vicio

L'incontro è nel backstage. Un incontro tra un chitarrista e un bassista. Tommy Thayer dei Kiss e io. Thayer non può ricordare il concerto a Torino del 1980 con gli Iron Maiden come gruppo supporter. All'epoca non era ancora un Kiss.

Tommy dopo dieci anni pensate a un disco?
Assolutamente no. Il nuovo modo di affrontare la musica e lo streaming portano guadagni limitati.
Per questo voi siete siete diventanti ante litteram da rock band a rock brand?
Il merchandasing oggi, insieme ai concerti, è la fonte di guardagno per chi fa musica. I Kiss sono stati abili a captare certe frequenze di mercato in tempi lontani.
Quale oggetto griffato Kiss più la ha divertita?
Senza dubbio i preservativi con le nostre facce e le bare.
Che pensa dello streaming?
Lo trovo ottimo. La musica si diffonde più agevolemnte e chi ama una band acquista il vinile.
Che musica italiana arriva negli States?
Nessuna.
Davvero?
Gira molta musica americana, ne riceviamo dall'Inghilterra...di rock italiano non arriva nulla.
Dovrebbe approfittare del suo soggiorno in Italia per ascoltare la mia band, i Subsonica. Siamo anche abbastanza famosi.
Lo farò!
I vostri progetti?
Ora siamo in tour in Europa, poi torneremo negli Stati Uniti. E' la migliore vita che si possa sognare, la nostra.
Siete amici?
Certo. Siamo amici ma soprattutto ci rispettiamo.
Quale è il disco che ha trasformato i Kiss in fenomeno mondiale?
Secondo me Alive! Che è anche il mio preferito in assoluto.
 

Tommy e Vicio, incontro tra un chitarrista e un bassista


di Vicio

Sono anni che ho perso la percezione del significato dello stile musicale che una volta chiamavamo Rock o Rock'n'roll, visto che ormai la musica si è liquefatta in mille modalità e i confini tra i generi sono stati abbattuti da anni.

Ieri sera, invece, mi si è illuminata la lampadina: il Rock'n'roll nasce come forma di divertimento, di momento di fuga dalla realtà. La volontà primitiva di scatenarsi e non pensare ai problemi della vita di tutti i giorni.

Il caldo sole estivo che ha atteso l'arrivo dei Kiss a Torino, è stato un bel preambolo all'ora e quarantacinque di show pirotecnico e cartoonesco (e, da questo punto di vista, imbattibile) che ha restituito senso a quel significato di cui prima ho posto i termini.

Passa in secondo piano l'età dei due leader, 65 anni per Paul Stanley e 68 per Gene Simmons, che il trucco rende immortali, e fa perdonare qualche pecca vocale qua e là. Quello che conta è il sorriso sui volti che mi passano accanto uscendo dal Palaolimpico e le parole dell'ultimo pezzo prima dei due bis: I wanna rock'n'roll all nite and party every day.

 

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