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17 maggio 2017

Buscar el Levante por el ponente sulla scia magica del Nel Caos Tour

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Levante chiude all'Alcatraz di Milano la prima parte del suo Nel caos Tour, che accompagna il recente album Nel Caos di Stanze Stupefacenti. Vi raccontiamo una serata accompagnata da quella sensazione di essere on time che pochi artisti oggi sanno trasmettere

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


La musica indie sta vivendo un suo rinascimento. Basta guardarsi intorno e troviamo Calcutta, Dimartino, Vasco Brondi, Brunori SAS, Lo Stato Sociale, Poi, Dardust...l'elenco potrebbe andare avanti all'infinito e con gioia dopo un lungo periodo privo di creatività. Ora possiamo affermare che è nata un'altra stella, quella di Levante. Per chi quell'ambiente frequenta Claudia Lagana non è proprio una scoperta recente. Da almeno tre anni la si seguiva nel suo percorso di crescita e quindi non è stata una sorpresa apprendere che il fresco album Nel Caos di Stanze Stupefacenti (come si sente la mano del produttore Antonio Filippelli) è stato seguito da un tour intenso, costellato di sold out. Quello che ha stupito, piacevolmente, è stato vedere come Levante ha ipnotizzato l'Alcatraz di Milano, esaurito da tempo, in occasione della data finale di questa prima del suo tour. I perché tanta gente è accorsa nel locale di via Valtellina per lasciarsi attrarre nel suo Nel Caos Tour sono plurimi ma convergono in un unico delta: sa raccontare la vita.

Il concerto si accende che ormai le ore 22 sono prossime con il Caos Monologo, per decollare poco dopo con Le mie mille me, una delle canzoni di Levante più amate (i numeri di Spotify non mentono). Un altro elemento che emoziona sono la semplicità del palco e la raffinatezza stilistica della grafica: il novanta per cento delle immagini che sono passate qualcuno se le è segnate come possibili futuri tattoo. Le prime canzoni sono andate via veloci, con pochissimi intermezzi parlati, usati soprattutto per ringraziare sinceramente il pubblico, senza troppi convenevoli. Ma tutto il concerto si è sviluppato seguendo un filo sottile e invisibile che profuma di contemporaneità. Caratteristica oggi poco frequentata dalla gente. Dopo una manciata di canzoni, tra cui spicca una versione splendida di Diamante, Levante ha acceso la potenza della sua straordinaria voce cantando in versione acustica La scatola blu, Non stai bene e soprattutto Abbi cura di te. Dopo altre tre canzoni (Duri come me, Memo, Di tua bontà), Levante presenta la band e ringrazia il pubblico. L’epilogo, ovviamente, non poteva che essere scoppiettante come tutto il concerto: Alfonso (che ve lo dico a fare!), Io ti maledico e Gesù Cristo sono io. Sono rare le volte che un concerto riscuote una partecipazione così attiva e di sincera adorazione verso una cantante. Levante è brava e semplice, con quel broncio un po’ tormentato che le stende attorno un'aura magica. Chi non era all'Alcatraz, chi non la ha incrociata nelle precedenti date...segua sui social i prossimi appuntamenti.

La scaletta del concerto
Caos Monologo
Le mie mille me
Non me ne frega niente
Le lacrime non macchiano
Ciao per sempre
1996
Io ero io
Mi amo
Sbadiglio
Cuori d'artificio
Diamante
Lasciami andare
Contare fino a dieci
La scatola blu
Non stai bene
Abbi cura di te
Duri come me
Memo
Di tua bontà
Alfonso
Io ti maledico
Gesù cristo sono io

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