31 maggio 2017

Jovanotti e Baldini inventano una speciale xchétuc6

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Per l’inaugurazione del Red Bull Studio Mobile, Lorenzo Jovanotti e Paolo Baldini hanno realizzato un esperimento musicale, riscrivendo e ri-arrangiando Perché tu ci sei che diventa xchétuci6

Immersi nella natura della Val d’Orcia, per l’inaugurazione del Red Bull Studio Mobile, Lorenzo Jovanotti e Paolo Baldini hanno realizzato un esperimento musicale, riscrivendo e ri-arrangiando Perché tu ci sei, uno dei trenta brani che componevano la tracklist del fortunatissimo Lorenzo 2015 CC.

Il brano che nella sua seconda vita cambia nome e diventa xchètuc6, non è un semplice remake ma un brano completamente riscritto, che documenta e suggella un paio di giornate di grande divertimento raccontate in un documentario disponibile su Red Bull TV. xchètuc6 è un brano inedito suonato interamente da Lorenzo e registrato e mixato da Paolo Baldini, produttore specializzato di musica reggae e dub, che ha condotto Jova lungo nuovi sentieri musicali. Ad accompagnare Jovanotti in questa speciale occasione anche Riccardo Onori musicista fiorentino, amico e storico collaboratore di Lorenzo e i Mellow Mood, i gemelli friulani tra i protagonisti principali della scena reggae made in Italy. Il brano è sorprendente e inaspettato e mostra quante vite può avere una canzone. Il viedo clip che lo accompagna, disponibile in rete, racconta la fase di lavorazione e di registrazione: Lorenzo che canta e che per questa occasione si è divertito a suonare anche la chitarra e la batteria. Baldini che registra mentre i Mellow Mood accompagnano con le loro voci il ritornello Dub. Ma anche alcuni momenti di pausa con Lorenzo che chiacchiera con Baldini sul tetto-terrazza del Red Bull Studio Mobile che in questa occasione è nel mezzo alla splendida campagna toscana.

“Abbiamo preso una canzone di Lorenzo 2015cc e l’abbiamo portata ai suoi antipodi musicali –ha dichiarato Jova- E’ stato un divertimento e il risultato mi piace moltissimo, anche perché mi riporta in una latitudine musicale, quella del dub e di un certo acid-jazz anni 90 londinese, che non mi è affatto estranea. Anzi forse è più vicina alla mia formazione musicale questa versione di quella che è nel disco. Spero di trovarmi ancora con Baldini in futuro a fare musica, ne stiamo già parlando e lo studio mobile potrebbe essere di grande aiuto, essendo tutt’e due molto propensi alle esplorazioni musicale”.

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