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22 giugno 2017

Addio a Prodigy, leggenda del rap

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Addio a Prodigy, leggenda del rap

Si è spento a Las Vegas a 42 anni Prodigy, al secolo Albert Johnson. Nato ad Hampstead il 2 novembre 1974, nel mondo del rap era considerato una leggenda. Soprattutto per il lavoro svolto tra gli anni Novanta e gli inizi del Duemila

Nato da genitori di origini etiopi e giamaicane, Prodigy era affetto da anemia falciforme. Ed è per complicazioni seguite a questa malattia che, lo scorso 20 giugno, si è spento a Las Vegas. Lasciando un grande vuoto tra i suoi fan.

La notizia e la carriera

È stata data dall’ufficio stampa del rapper, la notizia della sua morte. Queste le parole del comunicato diffuso: “È con estrema tristezza e incredulità che confermiamo la morte del nostro caro amico Albert Johnson, meglio conosciuto a milioni di fan come Prodigy del leggendario duo di NY, Mobb Deep. Prodigy era stato ricoverato qualche giorno fa a Las Vegas dopo uno show dei Mobb Deep per alcune complicazioni causate dalla sua anemia falciforme. Come molti dei suoi fan sanno, Prodigy lottava contro questa malattia dalla nascita. La causa esatta della morte deve essere ancora determinata. Vorremmo ringraziare tutti per il rispetto della privacy della famiglia in questo momento”. Si è spento così colui che, negli anni Novanta, diede vita insieme ad Havoc al duo Mobb Deep. E, con lui, segnò la storia dell’hip hop e della musica rap dell’East Coast. Conosciutisi all’High School Art & Design di Manhattan, Prodigy e Havoc debuttarono nel 1993 con l’album Juvenile Hell a cui seguì, nel 1995, The Infamous, ancora oggi uno degli album più venduti della storia della musica rap. Prodigy – che partecipò alla faida tra East e West Coast, schierandosi al fianco di The Notorious B.I.G. contro Tupac -, col suo duo Mobb Deep visse però, a partire dal 2001, un periodo di declino. Sebbene, ancora oggi, i suoi testi siano fonte di ispirazione per chi ama il genere rap.

Gli anni Duemila

Ad attaccare il duo Mobb Deep, nel 2001, fu Jay-z. Che fece di Prodigy oggetto di satira per il suo passato da ballerino di danza classica. La risposta, i due, la diedero in una canzone – Burn – contenuta nell’album Infamy, che la critica indicò come l’inizio del declino per i Mobb Deep. Dal rap duro e puro, il duo passò infatti ad un genere più commerciale, che i fan non apprezzarono: le vendite iniziarono a crollare, e i loro numeri cominciarono ad essere ben lontani da quelli dei dischi di platino. Fino al tracollo, quell’album del 2004 (Amerikaz Nightmare) che fu un fiasco totale, e che gli costò l’uscita dall’etichetta che da sempre li produceva. Inaspettatamente, però, nel 2006 l’album tornò in classifica e arrivò a vendere 2 milioni di copie. Condannato a 42 mesi di carcere per possesso d’armi illegale e altri reati minori, Prodigy uscì di prigione nel 2011. A Las Vegas, dove è morto, si trovava in concerto, prima di essere ricoverato a causa di complicazioni dovute a quella malattia – l’anemia falciforme – di cui soffriva fin dalla nascita. E se Havoc, per rendergli omaggio, ha pubblicato su Instagram una foto di loro due insieme col semplice commento “Forever”, tanti sono gli artisti che al rapper hanno reso omaggio, da Nas a Lil Wayne, da Ghostface Killah a Wiz Khalifa.

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