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11 luglio 2017

I Rolling Stones ad Altamont, il rock suona una delle sue pagine più nere

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E' definita la pagina più nera nella storia del rock'n'roll. E' il concerto dei Rolling Stones ad Altamont tenutosi il 6 dicembre 1969. Gli Hell's Angels uccisero Meredith Hunter e quella che doveva essere una festa divenne un campo di battaglia. Fino a poco tempo fa l'unica testimonianza ufficiale era il documentario della band intitolato Gimme Shelter. Ora, ad approfondire, c'è il libro di Joel Selvin intitolato The Rolling Stones - Altamont e pubblicato in Italia da Hoepli

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

E' la pagina più nera del rock'n'roll e cade sul finire di quel decennio, gli anni Sessanta, che un cantautore italiano, Edoardo Vianello, definì una estate durata dieci anni. Nell'aria c'erano ancora le note di Woodstock, in fin dei conti erano trascorsi solo quattro mesi dal più grande raduno rock di sempre. O fino ad allora. O il più mitizzato. Ancora oggi. I Rolling Stones scelsero di chiudere il loro tour americano, criticato per una politica di prezzi troppo alta, con un concerto gratuito. Vollero al loro fianco, ad Altamont, in California, su un circuito motoristico, Santana, Jefferson Airplane, The Flying Burrito Brothers e Crosby, Stills, Nash & Young. Ci scappò il morto e i feriti furono a decine. Il servizio di sicurezza fu affidato agli Hell's Angels, violenti, ubriachi, irresponsabili. Si dice pagati col corrispettivo di 500 dollari di alcol. Finì accoltellato Meredith Hunter, un giovane di colore: a colpirlo a morte fu Alan Passaro, poi assolto per legittima difesa e infine trovato morto in un lago con circa diecimila dollari in tasca e problemi di dipendenza dal gioco, dissero i detective. Ci furono altri tre cadaveri a quel raduno di 500mila persone: due investiti e uno annegato in un canale di irrigazione. Il solo documentario di quel giorno, le cui conseguenze si trascinarono ben oltre nel tempo, è quello che si intitola Gimme Shelter dei fratelli Maysles. Ma adesso, a (ri)portarci in quella giornata, in quel clima è il libro The Rolling Stones - Altamont scritto dal giornalista Joel Selvin e pubblicato in Italia da Hoepli (29.90 euro).

La giornata cominciò ad assumere toni cupi fin dall'ora di pranzo. Alle ore 13 si presenta sul palco Santana: la violenza degli Hell's Angel li indusse a sospendere il concerto. Ma il limite fu superato quando Marty Balin dei Jefferson Airplane fu messo ko sul palco dalla sicurezza in quanto reo di avere accusato gli H'sA di utilizzare stecche da biliardo per menare gli spettatori. La speranza giunse con i Flying Burrito Brothers, la nuova band di Gram Parsons, poiché sembrò che la calma fosse tornata. Ma fu un fuoco fatuo. Con l'apparizione sul palco di Crosby, Stills, Nash & Young furono nuovamente disordini e risse. I Grateful Dead, informati da Michael Shrieve dei Santana di quello che stava accadendo, si rifiutarono di suonare. Gli Stones riuscirono, tra interruzioni e inviti alla calma, a suonare i loro 15 brani per poi fuggire in elicottero. Il libro di Selvin ha un piglio cronachistico che non perde di vista il quadro globale della situazione: era la fine di una stagione, erano due sistemi che si scontravano, era una paese che faticava a trovare una identità. E' possibile che su Altamont abbiamo, negli anni, ricevuto tante informazioni ma di certo mai nessuno ci ha raccontato con tanti dettagli il prima e il dopo. Questo libro è come un sandwich...il sigillo su una storia raccontata nella sua interezza.
 

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