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21 luglio 2017

Chester Bennington, addio: chi era il frontman dei Linkin Park

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Chester Bennington, il frontman dei Linkin Park

Ha fatto la storia della musica nonostante fosse divorato da fantasmi interni impossibili da vedere: Chester Bennington, ecco chi era il frontman dei Linkin Park, uno dei musicisti e cantanti più geniali che siano mai esistiti.

Una tragica notizia è arrivata ieri sera: il cantante e frontman dei Linkin Park, Chester Bennington, si è suicidato. Ecco chi era l’uomo che ha cambiato il volto della musica e fatto cantare due intere generazioni.

Il successo dei Linkin Park

Il nome dei Linkin Park è un nome immortale, che chiunque conosce: la band che si è formata nel 1996 e che nel 2000 ha regalato al mondo uno dei dischi più dirompenti di sempre, “Hybrid Theory”, è schizzata nel mondo musicale mainstream e l’ha aperto come una breccia. Un mix di rap e heavy metal, un’accoppiata che ha portato il genere nu metal a essere ascoltato da milioni di persone in tutto il mondo e al quale i Linkin Park hanno dato un contributo importante e significativo. “Hybrid Theory”, il loro primo album, è stato uno dei cd più venduti di tutti i tempi: dieci milioni di copie solo negli Stati Uniti, tanto che è stato certificato disco di diamante, mentre nel 2003 MTV li ha messi al sesto posto della classifica dei gruppi più popolari di sempre. Merito anche e soprattutto della voce del frontman dei Linkin Park, Chester Bennington, purtroppo scomparso il 20 luglio: l’uomo, che aveva 41 anni, si è suicidato impiccandosi nella sua abitazione di Palos Verdes Estates in California.

La carriera di Chester Bennington

Considerato uno dei cantanti e musicisti più talentuosi di sempre, Chester Bennington era stato inserito al 46esimo posto della classifica dei cantanti metal più bravi di tutti i tempi: avvicinatosi alla musica durante l’adolescenza, aveva iniziato a suonare il pianoforte e a dilettarsi con altri strumenti. Nel 1993 si unisce alla sua prima band, i Sean Dowdell and His Friends, poi si sposta con i Grey Daze e nel 1996 fonda il gruppo che l’avrebbe consacrato come mostro sacro della musica, i Linkin Park. La band è rimasta al centro della scena mainstream fino a oggi, e ogni album sfornato è stato un successo: non una meteora quindi, come è capitato a tanti altri gruppi, ma una presenza costante nel mondo della musica, cambiato inesorabilmente dal loro arrivo.

Una vita triste e segnata

La vita di Chester Bennington non è stata affatto facile o semplice: nonostante oggi potesse avere qualsiasi cosa dalla vita, il cantante conviveva con un passato troppo ingombrante per poterlo dimenticare o lasciare da parte. Cresciuto solo con la madre – i genitori hanno divorziato nel 1987 – ha iniziato a fare uso di droghe leggere sin da bambino, e con il passare degli anni è passato poi a cose ben più pesanti, iniziando a combattere con una fatidica dipendenza da alcol e droghe. Malato di depressione da tempo, era stato abusato sessualmente quando era solo un ragazzo da un giovane poco più grande di lui, a sua volta vittima di violenze (cosa che ha spinto Chester a non volerlo denunciare alle autorità). Sei figli, sposato due volte, Chester era rimasto molto scosso dal suicidio dell’amico e frontman dei Soundgarden e Audioslave Chris Cornell: alcuni credono che non sia un caso che si sia ucciso proprio il giorno del compleanno dell’uomo. In seguito alla sua morte, Chester aveva scritto dai suoi profili social una lettera molto bella dedicata a Chris: chi l’avrebbe mai detto che poco dopo sarebbe stato divorato dal suo stesso fantasma.

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