16 agosto 2017

Kesha è la rivelazione pop del 2017: il suo ritorno è già leggenda

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Kesha è la rivelazione pop del 2017: il suo ritorno è già leggenda

Siamo passati da una popstar che cantava di fare party fino al sorgere del sole a una donna che, dopo tante peripezie, ritrova finalmente se stessa davanti allo splendido spettacolo dell’arcobaleno. In effetti, il nuovo album di Kesha si chiama proprio “Rainbow” e mette in evidenza il talento di un’artista matura e consapevole della sua voce straordinaria. Le sue nuove canzoni? È come se l’ascoltassimo davvero per la prima volta.

Zitta zitta, Kesha si arrampica sulle classifiche di tutto il mondo sfruttando un ritorno col botto e ciò che sa fare meglio: cantare con il cuore. Non è mai stata una bellezza sconvolgente, e le malelingue l’accusano di aver preso più di qualche chiletto. Lei, però, che è appena uscita da una guerra senza esclusione di colpi con il suo produttore, ha ben altro a cui pensare.

Kesha: la regina del pop 2017?

La prima frase che Kesha canta all’inizio del suo nuovo album è un riassunto perfetto della sua vita fino a quel momento: “Tutti quei figli di _ sono stati cattivi troppo a lungo,” e questo è il riassunto del suo album: una rinascita. Mentale, spirituale e soprattutto artistica. Il sound di canzoni come “Tik Tok” non era autenticamente suo, ma proveniva dal condizionamento del suo produttore Dr. Luke, che la cantante ha denunciato nel 2016 per abusi fisici e psicologici. Solo adesso, con il suo nuovo prodotto, Kesha ha ripreso possesso della sua creatività e della sua musica. Il suo nuovo album “Rainbow” è una raccolta di pop dalle sonorità folk tutto da esplorare, soprattutto ora che la verità sul suo passato è stata messa a nudo dai media. “Rainbow” è l’antitesi, il perfetto opposto di tutta la produzione di Kesha prima di questo momento, ed è per questo che l’artista preannuncia grandi soddisfazioni dal punto di vista dell’emancipazione professionale e dei risultati. Come se un uccellino in gabbia avesse finalmente trovato la sua libertà: “So che grossi pezzi del mio cuore, in passato, sono rimasti imprigionati. Ma adesso non più!”

Kesha è rinata: “Mi sento come se fossi diventata un’altra artista, e non necessariamente in un senso buono o cattivo. Mi sono divertita molto, però. La prima registrazione è stata super divertente, e mi sono resa conto finalmente di dove sono arrivata. [In questo album] Ho messo tutta la mia speranza, tutti i miei sentimenti di disperazione, depressione, e poi ho superato gli ostacoli, e alla fine ho trovato la forza in me stessa proprio quando pensavo che non ce l’avrei fatta”.

Kesha e l’incontro con gli alieni che ha ispirato “Rainbow”

Ora che abbiamo parlato dell’aspetto romantico e spirituale dietro al nuovo album di Kesha, discutiamo anche di come “Rainbow” sia stato ispirato – in parte – dall’incontro della cantante con gli alieni. Ne ha parlato circa un mese fa allo Zach Sang Show, con un incipit tutto da ridere: “Mi trovavo a Joshua Tree, ero totalmente sobria. E ci tengo a dirlo: ero del tutto, pienamente sobria. So che la gente dirà che ero sotto acidi, ma non lo ero. Non avevo fumato o bevuto niente. Ero una donna, sobria, nel deserto. Ho alzato la testa per guardare le stelle e ho visto una serie di navicelle spaziali”. Perplessi? Aspettate di sentire il resto: “Vi giuro, ce ne saranno state cinque o sette, e non so perché non ho provato a fare loro delle fotografie. Li ho guardati e basta. Ero seduta su una roccia, e mi domandavo ‘che diavolo è questa roba?’, e mentre cercavo di capire se ne sono andati. E poi sono tornati, questa volta in una diversa formazione. Poi ho capito: erano fottutissimi alieni. Erano navi aliene!”

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