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06 settembre 2017

Nina Zilli: il nuovo album è un grido di ribellione

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Nina Zilli: il nuovo album è un grido di ribellione

Si chiama Modern Art, il nuovo album di Nina Zilli. Un album nato tra le pareti della sua cameretta, che vede importanti collaborazioni e un mix di sonorità. Un album con cui, la cantante, dà voce alla sua ribellione. Necessaria, per ottenere giustizia e pace

Urbano e musicale”: così Nina Zilli descrive Modern Art, il suo nuovo album - arrivato due anni dopo Frasi & Fumo –, anticipato dalla hit Mi hai fatto fare tardi che, scritta con Tommaso Paradiso dei TheGiornalisti, Calcutta e Dario Faini, è stata tra le canzoni – tormentone dell’estate 2017.

Collaborazioni, cover e messaggi di pace

Modern Art. Arte Moderna. Il nuovo album di Nina Zilli è una dichiarazione di intenti. È la volontà, per la cantante piacentina nata Maria Chiara Fraschetta il 2 febbraio del 1980, di liberarsi del passato, di “orpelli e di catene”, come ha lei stessa dichiarato. «Se ripenso alla prima canzone che ho scritto, a undici anni, ricordo perfettamente la sensazione di non avere pensieri. Dopo l’ultimo album sentivo l’esigenza di allontanarmi da certe sonorità, nonostante le abbia amate tantissimo», ha dichiarato in un’intervista a Vanity Fair. Da quel “cordone ombelicale”, Nina Zilli ha voluto staccarsi. Per mostrare le sue mille sfaccettature, per inseguire la libertà. E, per farlo, si è rinchiusa in una stanzetta in Giamaica, isolata dal mondo in un Paese che ama fin da quando, affascinata dalle sonorità di Bob Marley, ha deciso di visitarlo. Un Paese in cui trova ispirazione, poesia e un pizzico di magia. Del resto, la cantante ha più volte spiegato come le sue canzoni le vengono da dentro. Come siano grida spontanee, impossibili da soffocare. In Modern Art, per la prima volta Nina si apre alle collaborazioni. Lei, da sempre abituata a scrivere da sola, ha capito la bellezza del condividere sound e scrittura. E ha collaborato con Tommaso Paradiso (TheGiornalisti), con Calcutta. E con J-Ax (con cui aveva già lavorato per Uno di quei giorni), che ha scritto Butti giù, un pezzo di rivolta, pieno di energia, della voglia di far sentire la propria voce. C’è persino una cover, nell’album, quella di Il mio posto qual è di Ornella Vanoni. «Mi chiedo spesso il mio posto qual è, soprattutto davanti al telegiornale. Mi sono innamorata di quel brano, ne ho avuto anche paura. Ammiro Ornella, l’ha scritto Franco Califano, ma me lo sono sentito addosso» ha dichiarato la cantante. Che, in Modern Art, si trova a parlare di pace. E che, di quella pace, ha pure messo il simbolo in copertina. «Quando c’è così tanto dolore attorno a noi, quando muoiono così tante persone, quando le cose vanno così male, bisogna parlare, è stato necessario. Ci dobbiamo ricordare che insieme siamo qualcosa di gigantesco», si legge nell’intervista a Vanity Fair.

Nina e la tecnologia

Dallo stile eclettico e il forte senso della moda, Nina Zilli – per la musica – ha momentaneamente accantonato radio e tv. L’ultima parte del 2017 sarà per lei esclusivamente dedicata al nuovo disco e al suo tour. Per scrivere le canzoni, la cantante si è immaginata o, meglio, è tornata ad un tempo in cui i cellulari non dominavano le nostre vite, e i social network non esistevano. Perché, per Nina Zilli, la pace è una pace anche con se stessi. E la si può trovare solo se non si sta tutto il giorno connessi. «I social non sono sempre socialmente inutili, anzi. Possono essere potentissimi per diffondere un pensiero. Il problema è che noi li usiamo concentrandoci su noi stessi, dove siamo, cosa facciamo, solo per farlo vedere. Io per prima mi rendo conto che in una giornata tengo in mano inutilmente il telefono, almeno per mezz’ora. Riesco a staccarmi, perché non sono troppo tecnologica», ha confessato. Dichiarando come, ad essere importante, sia per lei la connessione vis a vis, piuttosto che quella online.

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