18 settembre 2017

Elisa, terza serata a Verona ed è festa anche con la pioggia: la recensione

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eli

Elisa con l'Orchestra Sinfonica

Dopo la serata Pop-Rock e quella Acustica-Gospel vi raccontiamo quella con l'Orchestra, la terza di Elisa in Arena, dove ha celebrato i suoi vent'anni di carriera. Ecco la recensione e la scaletta

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio
Inviato a Verona)


Scende la pioggia ma che fa...nulla se sul palco dell'Arena c'è Elisa. E' la terza serata della festa che l'artista di Monfalcone si è regalata per i suoi 20 anni di carriera. C'è stata una quarta serata, sempre con l'Orchestra, aggiunta per le moltissime richiesta pervenute. La serata inizia poco dopo le 21, con un cielo che pare concedere una tregua a chi, dal tardo pomeriggio, ha preso posizione in Arena. Scopriremo poi, sulla nostra testa, che si tratta soltanto di un'ora senza pioggia. Poi sarà diluvio fino alla fine. Non è un caso, ci viene da pensare, che l'ultimo brano della serata sia proprio Il Cielo, splendido duetto tra Elisa e Renato Zero, insieme a Francesca Michielin, Mauro Pagani, Corrado Rustici, Mario Biondi e Gianna Nannini ospiti di Elisa.

Per farsi accompagnare Elisa sceglie l'Orchestra Nazionale dei Giovani dei Conservatori, composta da 70 elementi tra i migliori studenti dei Conservatori italiani. La dirige il maestro Alessandro Cadario. La serata si apre con Dancing, Creature e Rainbow per poi commuovere con una struggente Qualcosa che non c'è. Il pubblico è in piedi per Stay e Luce e quando arriva la prima ospite della serata, l'applauso si fa boato: Francesca Michielin duetta con Elisa in Distratto e poi la coinvolge nel suo L'Amore esiste, da lei stessa riarrangiato per l'Orchestra. E' una versione magica. Più bella o meno bella dell'originale? Non si può fare un confronto tra due poesie. Di certo sarebbe importante che questo duetto avesse sviluppi.

Ora la pioggia comincia a scendere sull'Arena. Fine fine, si vede in controluce. Il ritmo è destinato ad aumentare ma nessuno cede...Elisa ringrazia, quasi si commuove e prova da "asciugare" i fan con Almeno tu nell'Universo. Arriva, subito dopo A modo tuo, l'omaggio a Jim Morrison con Ghost Song: "E' un poeta prima che un musicista", dice Elisa. Il concerto scivola sulla pioggia ma nessuno si arrende, l'Arena è un pantone di colori con tutte quelle mantelline aperte. Corrado Rustici e Mauro Pagani, che Elisa chiama maestro, arrivano ad accompagnarla in due momenti differenti. Di Rustici ricorda che "è stato il primo a credere in me e nel mio inglese. Lui si è speso con le case discografiche sostendendo di lasciarmi cantare in inglese". Il concerto srotola emozioni a ogni canzoni, la tenerezza compare col video di Elisa poco più che adolescente che canta Fly me to the Moon, canzone resa celebre da Frank Sinatra. Terminato il video il brano viene replicato in coppia con Mario Biondi. Poi arriva Gianna Nannini: insieme omaggiano Carole King con You've got e Friend e proseguono con una rockeggiante, nonostante l'Orchestra, Ogni tanto. Siamo alla fine. Sempre sotto la pioggia, che ora è davvero insistente. Il poker finale è composto da L'Anima Vola, Together, Gli Ostacoli del Cuore e Il Cielo in duetto con Renato Zero, da lei definito "una leggenda": e, come per la Michielin, sarebbe bello che anche questo duetto restasse, in qualche modo, nel tempo. La musica è finita, gli amici se ne vanno...ma che grandi serate che abbiamo vissuto.

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