28 settembre 2017

Dal Power Hits Estate al Mei, Ermal Meta illumina il 2017: l'intervista

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Ermal Meta

Il MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti, apre i battenti oggi, 28 settembre, a Faenza. Il primo artista a essere ospitato è Ermal Meta. Lo abbiamo intervistato a Verona, in occasione della Power Hits Estate 2017 voluta da RTL 102.5

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio
Inviato a Verona)


Sarà Ermal Meta ad aprire il Mei 2017 il 28 settembre a Faenza ritirando il Premio Rai Radio Live e il Premio Video Indie Music Like per il Miglior Videoclip indipendente più diffuso durante l’ultima stagione.L'artista della scuderia Mescal ha raggiunto la popolarità durante l'ultimo Festival di Sanremo con il brano Vietato Morire, ma per chi scrive e per il popolo dei curiosi era noto da tempo, fin dalle sue prime esperienze artistiche con gli Ameba 4 e La Fame di Camilla. Noi lo abbiamo incontrato e intervistato nel suo camerino a Verona, in occasione della Power Hits Estate 2017 di RTL 102.5, la radio ufficiale di X Factor 2017.

Ermal si sta avvicinando la fine di un anno per lei straordinario.
Un anno vissuto su un Concorde, da Sanremo in poi successe molte cose e il tour è andato benissimo.
A novembre se ne va all'estero: Berlino, Londra, Parigi...
Dieci date, sono già emozionato. All'estero ci ero già stato. Miami e Toronto, poi opening act per i Negrita.
Scaletta?
Non la distorco molto, ma qualche novità ci sarà. Di base proporrò la scaletta storica, magari qualcosa cambio. Non voglio portare una line up più esterofila, preferisco fare il contrario in un territorio che non è il tuo: così aumenti la tua personalità.
A proposito di distorcere, farà come Bob Dylan che distorce i suoi classici?
Non ho tutta quella esperienza, non ho neanche vinto un Nobel. Ognuno fa quello che vuole, mi piace stravolgere, anche se una cosa è stata fissata nulla vieta di riprorla sotto altre forme.
Resta una operazione articolata.
Manomettere una formula che ha una rigidità data dal tempo è difficile, allora preferisco non modificare una piccola parte ma rifare tutto.
Scrive cose nuove?
Riesco a scrivere, trovo il tempo. Scrivo ma non regsitro, tutto resta allo stadio potenziale, per ora.
Il suo tour è stato tra i più frequentati degli ultimi mesi.
Per reggere serve la famosa gavetta; ogni volta che vado su un palco e davanti a me ci sono migliaia di persone, come è accaduto in questo tour, mi ricordo di quanti concerti ho fatto prima, magari con venti persone. Peerò va sottolineato che venti persone hanno gli occhi più grandi e hai paura di caderci dentro. Ricordo le crune.
In Voodoo Love, il nuovo singolo, duetta con Jarabe De Paolo.
Vietato Morire ero già uscito, lo ascoltavo in auto e pensavo che servisse un po' di sole per renderlo perfetto. Ho sentito un pezzo di Jarabe e ho capito che era lui che ci voleva.
Cosa le mancava?
Provavo l’esigenza di sentirlo diverso e col clarinetto alla fine, memore della musica popolare albanese delle mie origini, lo è diventato. Insomma ho aggiunto una chitarra e un clarinetto e ho sorriso.
Come le tende in casa: sembrano un particolare ma fanno la differenza.
Esatto.
La sua agenda delle prossime settimane?
Suono fino a ottobre, chiudo il tour al Colosseo di Torino, poi mi fermo un paio di settimane e poi si va all’estero. Voglio andare in studio a registrare un po’ di cose.
Il fatto che lo studio sia suo di certo agevola.
Ci arrivo in stato avanzato di idee, con l’emozione della prima volta: il pezzo è in testa ma non ancora realizzato e dunque non sai in che territorio ti muovi, c’è l’incertezza...è come il primo bacio.
Lei è uno da buona la prima?
Assolutamente. Come One Take Man Jeff Buckley.

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