05 ottobre 2017

Meg seduce col suo primo Concerto imPerfetto: l'intervista

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Concerto imPerfetto è il primo album live di MEG contenente 16 tra i suoi migliori successi, registrati in occasione del concerto della cantautrice partenopea al Teatro Carignano di Torino, nel settembre 2015. Esce per l’etichetta Multiformis ed è disponibile in formato doppio cd e doppio vinile. La abbiamo intervistata

di Fabrizio Basso

(di Fabrizio Basso)

Meg. Un nome un luogo nella storia della musica italiana. Prima con i 99 Posse poi da solista. Dolce, ribelle, fascinosa e respingente, figlia di una città, Napoli, che sa sedurre sempre. Ora raccoglie la sua storia in un disco dal vivo, il primo della sua epopea musicale. Lo chiama Concerto imPerfetto ed è di quegli album che, se si ama la storia della musica, non possono mancare in casa. Lo abbiamo intervistata.

Meg, la seconda canzone è Il confine tra me e te. Dice: Capisco tante cose le capisco solo ora. Cosa intende?
Dopo anni di contaminazioni speciali si cercava di essere indipendenti, non si voleva sottostare alle leggi del mercato discografico tradizionale facendosi distribuire da una major. Sono stati anni in cui si è ribaltato tutto il sistema discografico. Ci vuole tempo a capirle.
In questo suo disco dal vivo ci sono tante epoche. Sue personali e di vita generale.
Fortunatamente non viviamo solo una vita, ne viviamo tante. Anche i toni sono diversi perché siamo noi che cambiamo le esigenze, il modo di vedere le cose, la scala delle priorità.
Lei è sempre stata una artista inquieta.
Non sono alla ricerca di un centro di gravità permanente, ho sempre seguito strade differenti e sperimentali. Una persona a 20 anni deve essere diversa da una a 40. Altrimenti saremmo dei bambinoni.
Capiva quel che succedeva?
Certo, mi rendevo conto dei cambiamenti.
Una canzone è Simbiosi. Nella stagione 2.0 sembra desueta.
Ogni tour cambio band, collaboratori, musicisti. Mi aiuta a divertirmi in quello che faccio ma viene anche dalla cultura del remix. Compravo i singoli e c’erano più versioni diverse.
Quante musiche esistono?
La musica è una sola e di ogni canzone ne fai una diversa. Si chiama contaminazione. Le definizioni mi mettono inquietudine, ho sempre bisogno di sentirmi libera e poter sperimentare.
Infatti il suo pubblico non sa mai che accadrà nei suoi concerti.
Loro sanno che i miei pezzi saranno stravolti. Da tanto tempo mi chiedono una versione di un tour particolare, spesso contraria al mio senso di marcia. Il live per me è il qui ed ora. Non lo puoi scaricare da internet, devi esserci per ascoltare. Poi ho trovato valide motivazioni e ho cambiato idea.
Si è data una spiegazione?
Ricordo che da ragazzina andavo nei negozi di vinile e andavo a spulciare i bootleg. Famelica li ascoltavo, andavo a cercare la diversità rispetto all'originale. Anche ripensando a quello ho capito che era il momento del live.
Conoscendola un po' va riconosciuto che lei ha sempre avuto una esigenza di fuga.
Vero. Grazie anche a genitori che mi hanno fatto scoprire che il mondo era altro. Sono stata contaminata da altre culture viaggiando. Girando il mondo torni a casa tua con idee e desideri diversi. Tornare è la felicità di rivedere famiglia e affetti, ma io ho un DNA nomade e questo incide.
Parliamo della sua città, visto che la ha citata.
Napoli non sembra Italia, ha una serie di peculiarità meravigliose. Problemi drammatici quasi irrisolvibili e una bellezza unica. La canzone pensa a questi dualismi e al desiderio di ripartire sempre. Per me è una madre che prima ti mette al mondo e poi ti libera.
Si sente in molti suoi brani.
Spesso la mia non è una canzone felice ma è onesta.
Le pesa essere un esempio?
Sono orgogliosa di essere un riferimento per la musica alternativa in Italia.
Avere oggi vent'anni cambierebbe la sua storia?
Penso che se fossi nata in questo periodo come artista, farei lo stesso tipo di percorso.
Un simbolo di coerenza.
Mi chiedono di andare a Sanremo da quasi 25 e non vado. Rispetto amici e colleghi che ci vanno: se porti all'Ariston il tuo sound intatto provo ammirazione, io stessa non sono per il mai dire mai, quando mi viene sottoposta la questione sto serate a discuterne e arrivo sempre alla medesima risposta: non fa per me. Caratterialmente non funziona.
Cosa ama?
Mi piace scrivere e stare in studio, ma la promozione mi piace meno, sono problematica. Forse dovrei usare di più i social come si faceva con la comunicazione alternativa dei centri sociali e i volantinaggi.
Parliamo del tour?
Volentieri. Il tour teatrale sarà diverso dal disco live, ho deciso di fare date solo nei teatri per avere una regia in due atti e una scenografia particolare. Sarà una liturgia.
Disco di inediti?
Sto scrivendo, il nuovo album è in crescita veloce, bisogna vedere quanto o quando avrò voglia di condividere!

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