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10 ottobre 2017

Le anime storte di Bobo Rondelli curano il mal d'amore: l'intervista

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Due anni dopo Come i Carnevali, seguito dal tributo a Piero Ciampi uscito lo scorso anno, il cantautore livornese Bobo Rondelli torna col nuovo album in studio Anime Storte. Rondelli continua a vivere la sua seconda giovinezza artistica e per comporre questo disco si fa ispirare dalla figura delle persone semplici dei giorni nostri, virtualmente ingolfati di amicizie social, ma realmente sempre più soli e alienati

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

Un viaggio in quegli angoli di vita che sono tanto piaciuti a Fabrizio De Andrè. Bobo Rondelli pubblica, due anni dopo Come i Carnevali e il tributo a Piero Ciampi, Anime Storte", un album che racconta le persone semplici dei giorni nostri, ingolfate di amicizie social ma realmente sempre più sole e alienate. Lo abbiamo incontrato e intervistato.

Rondelli che album è Anime Storte?

Sono canzoni che ci fanno tornare adolescenti. La storia è la droga migliore.
Ci sono tante vicende d'amore.
E' un sentimento che è molto condizionato dal momento in cui se ne parla.
Cosa fa la differenza?
Ogni volta pensi sia quello giusto. Nelle canzoni e nei libri devi immedesimarti, fuggire dalla rotta segnata e innamorarsi è un bisogno.
Cosa è l'amore?
Un qualcosa che dà e toglie, che comunque consuma.
Cosa fa la differenza?
Le farfalle nella pancia.
Un brano si intitola L'Angelo.
Quello plana su di noi quando c'è sentimento. Siamo in un Medio Evo strano e per vivere devi combattere, devi uscirne.
Come si può fare?
Abbiamo vetri scuri sugli occhi: bisogna sfilarli e guardare cosa c'è intorno a noi.
Le sue liriche rasentano la poesia.
Grazie. Ma non mi sento un poeta. Mi sento piuttosto un artigiano.
Un artigiano tecnologico?
Qualche frase me la memorizzo sul cellulare. E faccio qualche foto. La cover è la foto di una signora rielaborata: secondo me trasmette il senso del dolore.
Madre è struggente.
E' un omaggio al primo amore. Muove i ricordi e la consapevolezza che quando se ne va diventa una parola che non pronuncerai più.
Il tour?
Tra poco. Ci sarà gran parte di Anime Storte e i miei ciuchi di battaglia.
Si diverte ancora a fare questo lavoro?
Abbastanza anche se è sempre più faticoso. Come ha cantato qualcuno occorre un fisico bestiale. Per scrivere serve una certa dissolutezza, ma sul palco serve disciplina.
Le fa effetto vedere i ragazzini ai suoi concerti?
Se una canzone piace diventa una preghiera. Poi col tempo cambia il linguaggio.
Come si definisce?
Un raccattastorie.



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