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11 ottobre 2017

Il rock cattivo dei Decibel in due party: l'intervista a Enrico Ruggeri

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dec

Decibel

È arrivato per i Decibel il tempo di festeggiare questo incredibile 2017! L’occasione è una festa e si
chiama Decibel Party: il 24 ottobre al Le Roi di Torino e il 6 novembre al Fabrique di Milano. Sono gli
ultimi due concerti della stagione. Il pubblico sarà chiamato a diventare protagonista, seguendo le
indicazioni che Enrico Ruggeri e soci daranno al momento opportuno. Sarà un alternarsi tra brani storici e canzoni del fortunato album Noblesse Oblige. Sul palco, oltre a Enrico Ruggeri, Silvio Capeccia e Fulvio Muzio ci saranno Paolo Zanetti (chitarre) Fortu Sacka (basso) e Alex Polifrone (batteria)

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

Sono tornati in punta di piedi ma con un rock che non conosce tempo. Si erano conosciuti al Liceo Berchet, a Milano, Enrico Ruggeri, Silvio Capeccia e Fulvio Muzio e la musica li ha uniti. Sono nati così i Decibel, andarono a Sanremo con Contessa e segnarono un'epoca per il punk italiano. Poi ognuno per la sua strada e nel 2017 la reunion, il disco, Noblesse Oblige, un tour importante e ora due party per festeggiare questa stagione magica: il 24 ottobre al Le Roi di Torino e il 6 novembre al Fabrique di Milano. Abbiamo intervistato Enrico Ruggeri.

Ruggeri che 2017 che avete attraversato. Noi ci eravamo visti alla presentazione del disco e alla data zero del tour, in provincia di Cremona.
Da quella sera a oggi sono passate quaranta date, c'è stato un adeguamento della formazione, ora al basso e alla batteria abbiamo due teppisti.
Addirittura?
Siamo cattivissimi.
Cosa accadrà nei due Decibel Party?
Saranno particolari. Il pubblico riceverà delle indicazioni, anche su come vestirsi.
Come è nata questa nuova primavera della band?
Mi avvicinavo ai 60 anni e ho pensato a un pezzo con i Decibel, magari da stampare in sole 50 copie in vinile azzurro.
Poi è andata diversamente.
Li ho fatti ascoltare per divertimento ad Andrea Rosi, il presidente di Sony che ha rilasciato imprecazioni entusiastiche. Stupore anche per Marco Poggioni. L'entusiasmo esterno lievitava.
Sappiamo che in questi anni non vi siete mai persi di vista.
Ognuno ha seguito una sua strada ma i contatti sono rimasti. Infatti appena sul palco gli automatismi sono stati subito belli.
Nonostante qualche anno in più.
Agli inizi pensavamo alle ragazzine da rimorchiare, oggi abbiamo altri obiettivi. Ogni età ha le sue mete.
Contessa è un cult intergenerazionale.
Io la ho fatta in ogni modo possibile: folk, rock, punk, acustica...ora la abbiamo riportata alla versione originaria. Il nostro processo creativo ci ha riportato all'origine.
Il futuro dei Decibel?
Io navigo a vista gli altri due scrivono come non ci fosse un domani. Hanno tallente tanti arretrati...sembrano due appena usciti di galera che vanno a donne per settimane alla ricerca del tempo perduto.
Pensate al Festival di Sanremo?
Se esce il pezzo. Deve essere tosto, non ci presentiamo su quel palco un una canzone ruffiana.
Enrico Ruggeri solo che fa?
Mi diverto a fare radio, Il Falco e il Gabbiano su Radio 24. Poi si vedrà.



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