Niccolo Fabi...diventi inventi...e sono 20 anni di incanto: l'intervista

Un doppio CD, un COFANETTO in edizione limitata, un concerto unico, il 26 novembre al PalaLottomatica di Roma…tutto questo e molto altro è il progetto-racconto Diventi Inventi 1997-2017 con cui Niccolò Fabi festeggia i suoi primi vent’anni di carriera. L'intervista

(@BassoFabrizio)

Vent'anni che hanno modellato il cuore. Che hanno seguito in cambiamenti sociali, che ci hanno traghettato nelle maglie della rete ma che non ci hanno fatto perdere l'identità di esseri umani. Niccolò Fabi celebra i suoi primi vent'anni di carriera con una pubblicazione e un concerto speciali. Lo abbiamo intervistato per condividere con un progetto che si chiama Diventi Inventi 1997-2017.

Fabi siamo qui a parlare di vent'anni di storia.

E' un periodo decisamente bello per diversi motivi. Mi avvicino ai miei 50 anni e posso dire che sono un musicista a tutti gli effetti.
Aveva dubbi?
Vincere la scommessa di essere un musicista non era proprio così scontato.
Come ha tagliato il traguardo?
I vent'anni giungono nel momento più alto della mia carriera, l'ultimo disco di inediti, Una Somma di Piccole Cose, è il più bello che ho fatto. E' il premio a un percorso.
E' stato complicato costruire Diventi Inventi?
Fare una raccolta oggi è diverso rispetto a quando ho cominciato. Una volta il Greatest Hits era il primo approccio a un artista: ricordo che comprai il disco bianco di James Taylor e solo dopo entrai nel dettaglio del suo lavoro.
Oggi è altra storia.
Ognuno si fa le sue playlist a casa. Io ho fatto un esercizio filologico, che è un'altra storia.
Che intende?
Ho selezionato alcune cose che sento vicine, se lo rifarò fra 15 anni le scelte saranno altre.
Cosa caratterizza la sua raccolta?
Le scelte sonore sono quelle dell'ultimo disco. C'è lo stato d'animo dell'ultimo periodo. Il primo dei due album è come un concerto fatto in camera mia, il secondo è simbolicamente significativo delle criticità e problematiche che un artista incontra nell'affrontare il suo repertorio. Quello che poi è in aggiunta per chi acquista su Amazon è un ulteriore arricchimento.
Cosa fa la differenza?
Quello che non hai fatto. Ci sono esercizi di stile e divertimento che restano in studio.
Un esempio?
Il Primo della Lista non lo ho mai pubblicato eppure sono uscito con canzoni meno belle. Il suo problema è che quando è nata non si sposava con la mia stagione artistica. L'aspetto filologico tra un artista e la sua arte è accompagnato da un po' di follia.
Ci sono molti giovani ai suoi concerti.
Il mio pubblico più numeroso è tra i 30 e i 40 anni. Poi ci sono quelli più grandicelli, miei coetanei e i giovani. Ogni artista ha una sua sensibilità e un suo linguaggio. L'adolescente percepisce che certi pensieri vanno oltre le generazioni.
Lei collabora attivamente con la ONG Medici con l'Africa.
Sono compagni di vita importanti. Con loro si conosce l'Africa in modo migliore. Ci sono loro progetti che seguo da narratore e comunicatore, altri che aiuto raccogliendo fondi durante i concerti.
A proposito di concerti: il 26 ottobre è al Palalottomatica di Roma.
Per me è fondamentale chiudere questa fase, ho raggiunto l'apice della creatività. E ho il grande privilegio della libertà: nessun contratto, non devo per forza fare delle cose.
Cosa è la musica?
Una forma di espressione.

 

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