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13 ottobre 2017

Little Steven ritorna da frontman per salvare il Rock

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Little Steven

Steven van Zandt alias Little Steven

A quasi 20 anni dal precedente disco solista, il chitarrista di Bruce Springsteen e protagonista di serie tv come I Soprano e Lilyhammer torna con Soulfire e si prepara per le tappe italiane di Milano, Padova e Roma: leggi l’intervista.

di Marco Agustoni

 

I più lo conoscono come chitarrista della leggendaria E Street Band e braccio destro del “Boss” Bruce Springsteen, oppure come protagonista di serie tv di culto come I Soprano, in cui interpreta Silvio Dante, e Lilyhammer, in cui è il protagonista Johnny Henriksen. Eppure Steven Van Zandt, meglio noto come Little Steven, ha al suo attivo una notevole carriera da musicista solista.

Se i giovani non se ne ricordano, è perché dall’ultimo disco in studio di Little Steven sono passati quasi due decenni: correva l'anno 1999 e il titolo dell’album Born Again Savage. Certo, di mezzo c’è la colonna sonora di Lilyhammer, ma quella in un certo senso “non vale”. E così questo nuovo Soulfire, in cui il nostro eroe spazia dal soul al blues, passando per rock, doo-wop e molto altro, si configura come un vero e proprio evento.

Il ritorno sulla scena musicale di Little Steven, affiancato dai suoi Disciples of Soul, è ovviamente accompagnato da un tour mondiale. E ci sarà spazio anche per l’Italia: Steve suonerà il 5 dicembre all’Alcatraz di Milano, l’11 al Gran Teatro Geox di Padova e il 13 all’Atlantico di Roma. Ne abbiamo parlato con lui: ecco l’intervista.

Come mai hai sentito proprio ora, dopo quasi vent’anni, il bisogno di registrare un nuovo album solista?

Non è stato tanto un bisogno, si è trattato di qualcosa di molto spontaneo, dettato dalle circostanze. Ero alla fine del mio tour europeo con Bruce e un promoter mio amico mi ha detto: “Quando torni? E perché non rimetti su la tua vecchia lineup?”. Io senza neanche pensarci su ho accettato, non lo facevo da tanto tempo e non avevo altro di urgente da fare.

È stato strano?

Un po’ sì, in un certo senso ho fatto di nuovo conoscenza con la mia musica, ero sempre stato così impegnato con Bruce e con la televisione e in un attimo sono passati venti anni. 

I brani del disco, però, non sono inediti…

Era da tanto che non scrivevo, e così ho pensato di suonare canzoni che già c’erano, ma che per qualche motivo mi rappresentavano. Ci sono canzoni che ho cantato io, canzoni che ho scritto per altri e vere e proprie cover.

E dal vivo?

Se già nel disco ci sono tanti generi musicali, nel mio live show ce ne sono ancora di più, dal reggae al doo wop.

E il pubblico più giovane, quello che magari nel 1999 non era ancora nato, come pensi che reagirà alla tua musica?

Sentiranno della musica con cui non hanno tanta familiarità. Ma sarà il miglior show della loro vita, questo è certo! [ride]

Questo tour, dopo le tante “vittorie facili” con la E Street Band, è una nuova sfida…

Assolutamente sì, in un certo senso devo riconquistare il pubblico da capo. Molti vengono ai miei concerti spinti dalla curiosità, magari perché sono dei fan de I Soprano e Lilyhammer, e per loro è tutta una sorpresa. Ma io amo le sfide!

Ti mancava, fare il frontman?

No, in realtà non mi sono mai sentito un frontman e non ne ho mai avvertito il bisogno. Diciamo che me la cavavo, negli anni ’80, ed è divertente. Ma mi sento più un autore e produttore, a me piace creare, che si tratti di canzoni, show televisivi, programmi radiofonici... La parte per così dire fisica e performativa è più che altro una vacanza, per me.

Pensi che ci sia ancora abbastanza Rock, nel mondo?

L’industria musicale è quasi finita e le cose sono molto diverse da un tempo, soprattutto per il Rock. Ma forse è giusto così, il Rock non appartiene per natura al mainstream, è stata solo una fase. Quel che è certo è che ai miei tempi c’era un’infrastruttura, per sostenere il Rock, tra radio, tv e locali. Oggi questo non c’è più. Ed è quello che vorrei ricostruire.

Vorresti tornare a fare tv?

Mi piace tantissimo, per cui assolutamente sì. Al momento ho una serie di sceneggiature che ho scritto e vorrei fare uno show tutto mio. L’ideale, per il futuro, sarebbe andare in tour in estate con Bruce e d’inverno lavorare per la televisione!

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