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24 ottobre 2017

Omar Pedrini, un cane sciolto che canta e racconta la sempre col sorriso

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Omar Pedrini sulla cover di Cane Sciolto

Quattro concerti e un libro per lo Zio Rock. Omar Pedrini si prende il palco e la letteratura e canta la vita. Nel libro Cane Sciolto (Chinaski Edizioni) è un viaggio indulgente nella vita di un cinquantenne che attraversa la vita con la chitarra, il cuore matto e un sorriso per tutti abbinato a un calice di bollicine e una fetta di salame

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

C’è una cane sciolto che sta attraversando la storia del Rock. Tra palco e letteratura. Si chiama Omar Pedrini, è in tour da 32 anni, e adesso racconta la sua storia, che è anche quella del rock italiano, in un libro che si intitola, appunto, Cane sciolto (Chinaski Edizioni). Il libro arriva qualche mese dopo il disco Come non ci fosse un domani, che è quasi la prefazione, visto che a causa del suo cuore matto, Pedrini vive davvero ogni giorno come non ci fosse un domani, abbracciato dalla sua famiglia, e in particolare dalla moglie Veronica e dalla loro figlia Emmadaria. Oltreché dall’altra figlio che si chiama Pablo. Stiamo anche per assistere a prestigiose tappe live dello Zio Rock durante le quali ripercorrerà la sua carriera suonando un repertorio di best of che parte dagli esordi con i Timoria fino a Come se non ci fosse un domani. Queste le date organizzate da Bpm Concerti: 26 ottobre  - Alcatraz, Milano; 28 ottobre  - Quirinetta, Roma; 3 novembre  - Zona Roveri, Bologna; 9 novembre  - Hiroshima Mon Amour, Torino.

Pedrini, che ha compiuto i 50 anni, ha sempre rappresentato il punto di intersezione tra la musica e la letteratura. Amico di Nanda Pivano e Alda Merini, i suoi spettacoli sono stati spesso impreziositi dalla presenza di poeti e scrittori che interrompevano la musica con le loro parole. Basti dire che nell’ultimo album c’è una canzone le cui parole sono di Lawrence Ferlinghetti, il poeta della Beat Generation amico di Omar. Ed eccoci al libro, scritto insieme a Federico Scarioni: "Sono sempre stato contrario alle biografie racconta- il rischio è di cadere nell’agiografia o nell’eccesso di severità. Ma ora che ho compiuto 50 anni ho ritenuto fosse il momento. Il libro ha il passo del romanzo. Ho dato a Scarioni i nomi di 30 persone che hanno segnato la mia vita. Lui ci ha messo due anni a trovarle e farle parlare di me". Il risultato è un viaggio itinerante "nella storia del rock italiano, da Pino Scotto alla PFM fino a Giuliano dei Negramaro e Don Gallo e Genova".

Il tempo ha creato una distanza che rende più indulgente il navigare nel passato. Eppure lui, fiero e rock, mostra sempre i muscoli: "Sono il cane che ha lasciato il gruppo, che non ha padroni, che ha preso le bastonate…ma non ho rancore per nessuno. La discografia mi ha lasciato otto anni senza dischi ma sono ancora sul palco. Nonostante il cuore che mi tiene in ansia>. Ha voluto la prefazione di Manuel Agnelli perché "è uno della vecchia guardia, ha iniziato con me quando il rock non era nulla a Milano. Lo stimo, era la persona giusta: avessi affidato la prefazione a un amico saremmo qui a sfogliare una agiografia. Con Manuel non siamo amici che escono insieme, ma c'è la stima ed è quello che fa la differenza". Omar Pedrini ha sentito il bisogno di mettere i puntini su tanti aspetti della sua vita, pensando a figli, genitori e ai ragazzi che lo seguono.

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