31 ottobre 2017

Gramatik, ogni cosa che fa è... Epik: l'intervista

print-icon
gra

Con un anno epico alle spalle, Gramatik è pronto a iniziare un nuovo capitolo e il 2017 promette di essere un anno altrettanto avvincente. Con un nuovo album in cantiere, il musicista e producer sloveno approda in Italia per quattro appuntamenti organizzati da Barley Artsvenerdì 3 novembre al New Age di Roncade (TV), sabato 4 novembre all’Estragon di Bologna, domenica 5 novembre all’Orion di Ciampino (RM) e lunedì 6 novembre all’Alcatraz di Milano. Lo abbiamo intervistato

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

Denis Jašarević aka Gramatik
 è tra i più importanti esponenti della musica elettronica contemporanea. Il suo stile è un mix di influenze che vanno dal dubstep all’elettronica, dal trip hop all’hip hop, fino al glitch. Gramatik ha pubblicato 9 album, 3 EP e numerosi singoli e remix e nel 2014 è stato nominato agli European MTV Music Awards. Nel 2013 ha fondato la sua etichetta, Lowtemp, che gli consente di realizzare la sua idea di musica come mezzo libero. Il 2014 è stato un anno cardine per Gramatik che ha raggiunto anche in Europa il successo e il livello di attenzione che aveva già acquisito in Nord America. I tre tour mondiali successivi gli hanno permesso di esibirsi di fronte a moltissimi fan nelle città più importanti e nei festival più interessanti. Nel 2016 Gramatik ha realizzato Epigram, acclamato da pubblico e critica, seguito alla fine dell’anno da una versione estesa Epigram Deluxe con remix e parti strumentali inedite. Il tour a sostegno di Epigram si è interrotto bruscamente a causa di un incidente capitato all’artista, ma anche le situazioni peggiori possono essere trasformate in qualcosa di positivo e, nel caso di Gramatik questo si è tradotto in un ritorno alla scrittura, a tastare nuove idee e produrre nuova musica. Il primo assaggio di ciò che sarà è stato già lanciato a gennaio e si tratta di As We Proceed, in collaborazione con GRIZ, brano che ha già raggiunto un milione di play su Soundcloud. In anteprima su Billboard e dal 2 giugno disponibile su tutte le piattaforme, il nuovo singolo è Recovery, frutto di uno sforzo congiunto tra Gramatik e Eric Krasno, suo buon amico e abituale collaboratore. La traccia si apre con un mood tipicamente anni ’50 per saltare poi nel nostro tempo appena dopo il primo verso. Eric Krasno ha contribuito con i testi, la voce e la sua chitarra. Con queste premesse anche il 2017 per Gramatik si preannuncia come un anno molto importante. Lo abbiamo intervistato.

La sua ultima produzione discografica la riporta indietro nel tempo, alle radici culturali balcaniche. Che cosa intende?
Sono cresciuto in quella parte del mondo e le mie radici sono lì. Ho già un paio di canzoni con l'atmosfera balcanica comeThe Drink Is Called Rakija e Balkan Express quindi questo non è niente di nuovo per me. Quando Balkan Bump mi avvicinò con la canzone, ho percepito che era il momento di dare alle mie radici e ai fan dei Balcani un nuovo tributo.
Si esibisce in tutto il mondo. Che differenze trova tra il pubblico americano e quello europeo?
Le folle europee sono diverse da paese a paese mentre la folla negli Stati Uniti è sostanzialmente la stessa in tutti gli Sattes. I miei fan europei amano i miei primi lavori come Street Bangerz mentre i fan americani vanno pazzi con la mia ultima produzione perché la scena di EDM sta prosperando in questo momento.
Quali sono i suoi dj e produttori di musica elettronica preferiti?
Adesso sono veramente appassionato di una generazione più giovane di produttori elettronici come Anomalie, Ramzoid o beatmakers come 20syl. Prendono musicalità dell'elettronica e la portano a un livello successivo.
Si è già esibito in Italia? Ricordi, aspettative, aneddoti. Cosa puoi anticipare delle date italiane?
Adesso siamo a Barcellona, ​​abbiamo guidato solo 36 ore da Copenaghen e stiamo preparandoci per gli appuntamenti che abbiamo qui. Penso che andremo in Italia a ridosso delle date. Ho già suonato in Italia prima e sono rimasto piacevolmente sorpreso dei riscontri per due motivi: prima non sapevo nulla della scena italiana e neanche sapevo se avevano mai sentito parlare di me. Spero che questi due fattori si ripresentino a questo giro.
A Capodanno si esibirà al Terminal 5 di New York. Perché questa scelta? In quali altre location atipiche si è già esibito?
Ho vissuto a New York negli ultimi 6 anni, quindi questa resta la mia casa anche quando sono lontano da casa. Cerco di suonare qui almeno una volta all'anno. Il Terminale 5 è un leggendario luogo e quest'anno abbiamo deciso di lanciare un evento NYE. Ho suonato a Red Rocks
quattro volte di fila, ho suonato a The Gorge, uno dei luoghi più iconici in tutti gli USA, ho suonato a Pont Du Gard in Francia, un suggestivo acquedotto di epoca romana.
Il suo rapporto con i social network?
Io sono un artista indipendente, non ho l'industria musicale tradizionale a promuovere i miei album o il mio lavoro. Ma ho i miei fan che mi seguono e i miei social media è lì dove posso raggiungere, o loro raggiungere me. Io preferisco Twitter ma penso che siano tutti importanti. Richiedono diverse attenzioni perché i fan sono diversi in base alla piattaforma sulla quale mi seguono.
Infine la collaborazione con Krasno.
Sono sempre stato un grande fan di Lettuce, una band di funk da Brooklyn dove Eric Krasno suona la chitarra. Lo incontrai a un concerto e siamo diventati amici. Avevamo già collaborato nei miei precedenti album e ogni volta che c'è l'opportunità ripetiamo l'esperienza. Penso che sia un chitarrista e cantante incredibile. Abbiamo parecchie canzoni abbozzate: speriamo di trovare il tempo per finirle e pubblicarle al più presto.

IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky