07 novembre 2017

Anche Madonna e Bono nell'inchiesta sui paradisi fiscali

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Bono Vox e Madonna

Nella nuova inchiesta sui paradisi fiscali denominata “Paradise Papers” sono coinvolti molti nomi importanti, tra cui anche le celebri popstar Madonna e Bono Vox. Il cantante degli U2 si dice estraneo alla vicenda, mentre la signora Ciccone non si è ancora pronunciata.

Ci sono molti nomi importanti nell’inchiesta del Consorzio internazionale di giornalismo investigativo denominata “Paradise Papers”. Ben 120 i nomi famosi che sono emersi dalle indagini, tra questi, anche due celebri popstar come Madonna e Bono Vox.

I paradisi fiscali di Bono e Madonna

Il lungo lavoro d’inchiesta ha riguardato 13,4 milioni di file, che sono stati analizzati dettagliatamente. I file provengono da due società specializzate in servizi offshore e dai registri societari di 19 paradisi fiscali. Madonna sarebbe intestataria di azioni di una società di forniture mediche, mentre Bono – al secolo Paul Hewson – sarebbe proprietario di quote di una società, la Nude Estates, con sede a Malta e proprietaria di un centro commerciale in Lituania. Il leader degli U2 si è detto estremamente stressato da questa accusa, anche se come socio passivo di minoranza: «Sono stato rassicurato da coloro che gestiscono la società che è pienamente conforme fiscalmente. Ho fatto campagna per la trasparenza dei beneficiari delle società offshore. Per questo il mio nome è sui documenti piuttosto che in un trust». Madonna, invece, non si è ancora pronunciata sull’accaduto. Bono Vox si era già trovato coinvolto in una situazione simile nel 2011, venuta fuori proprio in un concerto, quando gli attivisti di Art Uncut esibirono lo striscione “U pax tax 2?”. Già allora la band veniva accusata di non pagare le tasse in Irlanda. All’epoca, il leader della band aveva replicato: «Ci sono persone molto brave che lavorano per noi e cercano di gestire la tassazione delle nostre attività economiche. Paghiamo una fortuna in tasse e siamo felici di farlo. Ma essere dei filantropi e degli attivisti non significa essera degli sprovveduti negli affari«.

Gli altri vip coinvolti nelle indagini

Ma la lista dei vip coinvolti nelle indagini dell’inchiesta “Paradise Papers” è molto lunga e i nomi sono davvero eccellenti. Politici, imprenditori, popstar ma anche reali, come la Regina Elisabetta e Noor di Giordania. La regina d’Inghilterra avrebbe dei conti alle isole Cayman, attraverso il Ducato di Lancaster. Il denaro di Elisabetta II sarebbe stato investito anche in catene commerciali come Threshers e BrightHouse, già sotto il mirino per lo sfruttamento dei lavoratori. La vedova di re Hussein, invece, sarebbe beneficiaria di due trust nell’isola di Jersey ma Noor assicura che i lasciti provengono dall’eredità del defunto marito e che tutto è sempre stato amministrato nei termini di legge. Anche molti uomini politici figurano nell’elenco delle persone coinvolte: Wilbur Ross, il ministro al Commercio di Donald Trump, Wesley Clark, generale dell’esercito USA, il finanziere George Soros e Stephem Bronfman, tesoriere di Justin Trudeau, primo ministro canadese. Tra gli imprenditori, invece, anche il co-fondatore di Microsoft, Paul Allen, e aziende come Facebook, Twitter, Nike e Adidas, tutte accusate di aver depositato denaro in paradisi fiscali. Anche Apple avrebbe trasferito miliardi di dollari a Jersey, nella Manica. Proprio l’azienda presieduta da Tim Cook sarebbe la prima al mondo, con i suoi 236 miliardi di dollari in paradisi fiscali fuori dagli Stati Uniti. Naturalmente, per ora la Apple smentisce tutto e in un comunicato dichiara: «Non abbiamo ridotto i pagamenti fiscali in alcun Paese».

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