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14 novembre 2017

C'è un Mostro in...ogni maledetto giorno: l'INTERVISTA

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Ogni Maledetto Giorno ha debuttato al primo posto delle classifiche. Un album che, nonostante l'autore abbia solo 25 anni, è una notevole dimostrazione di maturità. Alla vigilia di due importanti concerti, il 18 novembre a Roma e il 30 a Milano, abbiamo intervistato Mostro


 

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

Il bello dell'attesa, il bello di poter attendere un paio d'anni per uscire con un disco, consci che nella discografia di oggi è un tempo infinito e che la gente ha la memoria di un pesce rosso. Con tutto il rispetto per il pesce rosso. E poi questo disco, che si intitola Ogni Maledetto Giorno, debutta al primo posto della classifica FIMI. Insomma Mostro, all'anagrafe Giorgio Ferrario, ha vinto una scommessa importante e ora si accinge ad affrontare due nuove sfide: sarà in concerto il 18 novembre al Qube di Roma e il 30 ai Magazzini Generali di Milano: saranno due live esclusivi e speciali e vedranno Mostro sul palco insieme a una band di polistrumentisti che renderà Ogni maledetto giorno magico. L'INTERVISTA a MOSTRO.

Due anni di attesa: tantissimi!
E' stato un periodo difficile ma nasceva da una esigenza soprattutto personale.
Cosa le ha dato forza?
Sapevo che la mia era una mossa rischiosa ma avevo la certezza di poter uscire con un album valido.
Un brano molto amato è E fumo ancora.
E' anche il più personale. Molti la confondono con una canzone d'amore. Invece è una canzone di vita, di una vita che tradisce.
Poi c'è Strike.
Glielo descrivo con una parola: è il manifesto.
Il titolo? Che è anche una canzone.
Sono una anima insofferente, se punto a cento e arrivo a novanta è un disastro.
E' giusto puntare sempre al top.
Io sono competitivo ma non rosicone. Io quando rientro a casa penso solo a fare le migliori rime possibili.
Oggi la differenza la fanno le visualizzazioni su youtube.
Guardi sono in tanti ad avere molti più numeri di me. Ma hanno la stessa credibilità?
Cosa manca oggi?
In giro ci sono troppe melodie e poca comunicazione.
Spesso è accusato di essere cupo.
Perché sono popolare non devo essere Ghandi. Prima devo pensare a trovare pace con i miei demoni interiori.
Anche i suoi video sono talvolta estremi.
Ci metto le fantasie più crude, il gusto per il grottesco.
Come definisce la sua musica?
Catartica. O meglio: anche catartica.
Ci fa un esempio?
La gente teme la parola suicidio: io credo sia salvifico sapere che c'è chi ne parla.
Cosa ci anticipa dei concerti di Roma e Milano?
In tour va l'artista non il disco. Quindi vedrete che scenografie.
Consigli per un adolescente che si avvicna al rap, oltre al suo Ogni maldetto giorno?
Gli direi di ascoltare Mister Simpatia di Fabri Fibra, Vile denaro dei Club Dogo e poi un doppio Marracash: con l'album che porta il suo nome e con Roccia Music, presentato proprio da lui e con ospiti Dogo Gang e affiiliati.






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