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14 novembre 2017

Colapesce: il suo nuovo album è "Infedele"

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Colapesce

È uscito da qualche settimana “Infedele”, terzo attesissimo album di Colapesce, nome d’arte del cantautore Lorenzo Urciullo. E l’infedeltà è il leit motiv che attraversa tutto l’album, composto da otto brani e che vede la collaborazione di Iosonouncane.

Anticipato dai singoli “Ti attraverso” e “Totale”, da qualche giorno è uscito “Infedele”, terzo album in studio di Colapesce, nome d’arte del cantautore siciliano Lorenzo Urciullo. Il disco si discosta leggermente dalle atmosfere indie dei precedenti, per abbracciare un suono più pop. La chiave di lettura sta proprio nel titolo dell’album e l’infedeltà è il leit motiv che attraversa gli otto brani del disco.

L’infedeltà come risultato di un’evoluzione

Colapesce spiega di aver intitolato l’album “Infedele” proprio perché sente di non appartenere «a nessuna parrocchia: indie, musica elettronica o altro. Inoltre nei testi delle canzoni, che sono in parte autobiografici, ci sono molti riferimenti all’infedeltà: oggi non è facile essere fedeli alle cose e alle persone, perché gli stimoli sono continui. Uno si lascia distrarre facilmente». Anche sulla copertina del disco, il cantautore ha voluto giocare sull’ambiguità del termine “infedele”: infatti è ritratto mentre fa la prima comunione, con un estratto del vangelo secondo Marco. “Infedele” è il risultato di un’evoluzione che ha portato Colapesce a cercare una sintesi tra i diversi generi, prendendo le distanze dalle etichette. Nell’album c’è anche la collaborazione con Iosonouncane – alias Jacopo Incani - che ha aiutato Lorenzo soprattutto a selezionare i pezzi. In origine, infatti, il disco doveva essere doppio e contenere circa 20 brani, che erano stati già registrati. Ecco la tracklist di “Infedele”: 1. Pantalica, 2. Ti attraverso, 3. Totale, 4. Vasco da Gama, 5. Decadenza e panna, 6. Maometto a Milano, 7. Compleanno, 8. Sospesi. Nella presentazione del disco, Colapesce ha parlato anche del nuovo concetto di musica e di playlist, che spinge a consumare tutto e subito e del pericolo che corre la discografia se non pone dei limiti a questo andamento: «Lo so che la tendenza, oggi, è quella di consumare tutto e il più velocemente possibile, pensa alle stories di Instagram che durano 24 ore. Stories di cui sono fan, eh! Il lato negativo dei social resta proprio la fruizione, perché quelli che fanno i numeri social, lo streaming, è gente che ha dai 10 ai 18 anni, ma alla fine cosa succede? Che questi milioni di ragazzi che fomentano questo sistema hanno un'influenza anche sulla discografia e questo è un discorso pericoloso, perché se i discografici cominciano a decidere solo in base ai numeri vuol dire che stai azzerando tutto, perché stai dando la scelta a un ragazzo di 10 anni che forse non dovrebbe scegliersi le scarpe e invece sceglie il futuro della musica, degli investimenti e della strada da prendere».

Colapesce è molto apprezzato anche come autore

Colapesce è autore anche di brani per altri cantanti, come “L’estate di John Wayne”, cantata da Raphael Gualazzi, e proprio sul suo lavoro di autore di canzoni per altri, il musicista ha dichiarato di recente: «Scrivendo pezzi da autore, ad esempio, il testo deve essere necessariamente più leggero, il pop utilizza un vocabolario più ristretto se paragonato a quello di un cantautore». Per quest’album, però, è successa una cosa strana: “Totale”, uno dei pezzi più pop dell’album, era piaciuto molto a Luca Carboni, che ne aveva anche registrato un provino. Ma, avendo un testo molto autobiografico, Colapesce ha deciso di tenerlo per sé e di dover essere l’unico a cantarlo, con buona pace di Carboni.

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