19 gennaio 2018

Lady Gaga a Milano: uno show sexy e colorato...ma quanti video!

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Lady Gaga riempie il Forum di Assago di Milano di sensualità e colori. Un spettacolo rutilante, con coreografie degne di un musical di Broadway. Oltre due ore di festa con un paio di nei: troppi video, che rompono il ritmo, e troppe frasi scontate da made in Italy. La recensione del Joanne World Tour

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

Lady Gaga porta a Milano il Joanne World Tour e per oltre due ore trascina il Forum di Assago, stracolmo di piccoli mostri, in una grande festa, in uno show un po' Broadway e un po' Disneyland incollato da una scaletta accattivante. Lo spettacolo è diviso in sette mini atti e un bis finale, Million Reasons. E' così spettacolare, così liturgico da non concedere nulla all'improvvisazione. Quella creata da Lady Gaga e dal suo staff è una macchina perfetta. Con due piccoli difetti, però, almeno secondo chi scrive. Troppi i video che accompagnano il concerto. Sono sei e rompono il ritmo. E' naturale che lei, Lady Gaga, non possa cambiare abito sul palco, anche se in passato c'è stato chi lo ha fatto montando in un angolo dello stage una sorta di cabina, ma sarebbe più dolce, concessi un paio di video, che sia la band a colmare i vuoti. In fin dei conti si paga per una serata di musica e non di video. E poi, qualcuno lo dica non solo a lei ma un po' a tutti quelli che vogliono fare gli empatici naturali, basta frasi...Italia ti amo...siete la mia famiglia....basta sventolare la bandiera italiana. Certo lei, che di cognome fa Germanotta e ha un padre di nome Giuseppe, ha qualche motivazione in più per farlo, ma lo abbiamo visto talmente tante volte che ormai sa di ruffiano e caricaturale. E lei non ne ha bisogno. Anche se proprio per la prima volta, a Milano, ha incontrato i cugini siciliani: Maria, Antonino e Giuseppe Germanotta.

Il concerto parte alle 20.30 in punto (e tutti dovrebbero iniziare a quell'ora) con Diamond Heart e poi A-Yo che vede Lady Gaga alla chitarra. Finito il brano tutti si fermano, sguardo orgoglioso rivolto verso i fan: è una richiesta di applauso che si ripeterà più volte nella serata. Con Poker FacePerfect Illusion si cominciano ad apprezzare le magie di un palco che cambia forma, si alza, si inclina, scompare e riappare. Sospese sulle nostre teste due astronavi che riflettono immagini e poi, al momento giusto, scendono e diventano altrettanti ponti che portano Lady Gaga e i suoi ballerini nelle due isole costruire al centro del Forum, a stretto contatto con i suoi piccoli mostri. Il secondo atto prevede John Wayne, Scheiße Alejandro, brano che la mostra molto sexy. Anzi più sexy del solito.

Terzo atto: Just Dance, con lei che suona un pianoforte travestito da chitarra e che tiene appeso al collo. C'è un ballerino che le tiene il microfono davanti alle labbra, visto che le mani le ha impegnate. Quindi ascoltiamo LoveGame, Donatella (Donatella Versace è presente, è seduta vicino al mixer) e Telephone. Il quarto atto è quello delle passerelle, quello in cui la musica va nel cuore del Forum. I brani sono Applause (la esegue al piano, un piano trasparente), Come to Mama, The Edge of Glory (che dedica ai suoi parenti siciliani, a Donatella Versace e suo fratello Gianni e a suo papà Giuseppe) e Born This Way. Si colora di rosso il quinto atto, un rosso grandguignolesco, che non poteva che essere il preludio a Bloody Mary. Poi arrivano Dancin' In Circles e l'urlatissima Paparazzi. Si marcia, azzoppati dai video, verso il gran finale, mancano ancora due atti: il sesto ha il fascino dell'acustico, con Lady Gaga vestita come una donna del Far West, ed è composto solo da due brani Angel Down e Joanne. Si apre con Bad Romance, il settimo, è lei indossa una maschera che ricorda Pegaso, il cavallo alato. Prima del bis c'è The Cure. Il Joanne World Tour spegne i suoi colori, i piccoli mostri tornano a casa cantando. Ma sì, nonostante un paio di sbavature è stata una serata di grande musica e abbagliante spettacolo.

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