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19 aprile 2011

Shadows of the Damned: viaggio al centro dell’inferno

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Un'immagine tratta dal videogioco Shadows of the Damned in uscita a luglio.

A luglio uscirà l’atteso videogioco prodotto in America ma sviluppato da un trio di geniali game designer giapponesi. Una discesa agli inferi con il protagonista, Garcia Hotspur, alla ricerca del suo perduto amore

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di Federico Ercole


I viaggi nell’oltretomba infernale fanno parte da più di due millenni dell’immaginario umano, soprattutto quando la discesa nel regno dei dannati è motivata dalla più struggente delle motivazioni, il desiderio di ricongiungersi con una persona amata scomparsa tra le ombre della morte, come nella leggenda di Orfeo e Euridice. Se Orfeo era un poeta e musicista, il protagonista di Shadows of The Damned, dal nome di Garcia Hotspur, è invece un cacciatore di demoni che non suona la lira ma calerà sparando proiettili di ogni tipo nell’abisso di sangue e fuoco.

Shadows of the Damned uscirà a luglio per PS3 e Xbox 360 ed è una produzione americana di Electronic Arts, ma ciò che lo differenzia da tanti altri giochi e che lo rende uno dei videogame più attesi dell’anno, è il cast stellare di sviluppatori giapponesi che vi hanno lavorato: Shinji Mikami, il creatore di Resident Evil, Akira Yamaoka, il musicista e autore dei suoni agghiaccianti di Silent Hill e Suda 51, il poeta “punk” di capolavori come Killer 7 e No More Heroes 1 e 2.

La presenza contemporanea di questi tre grandi artisti dei videogiochi dona a Shadows of the Damned quella che sembra essere, a giudicare da immagini e trailer, un’atmosfera macabra e sinistra davvero unica dove l’orrore, la tensione psicologica, il racconto, la suspense e l’ironia si fondono in un videogame che unisce generi come il survival horror, l’avventura con enigmi ed esplorazioni e lo sparatutto in terza persona.

Compaiono demoni disegnati con dei tratti che rimandano alla fantasia di Lovecraft e di Clive Barker, esseri violenti e mostruosi che spaventano con delle sembianze che sono magnifiche e rivoltanti insieme. Ma l’orrore e il ribrezzo non sono le uniche colonne su cui poggia questo videogioco, perché sembra essere pervaso da un dolente romanticismo sentimentale e dalla forza antieroica, dissacrante, critica e politica che caratterizza i precedenti lavori di Mikami e Suda 51.

Shadow of the Damned si presenta quindi come un’opera estrema, un gioco per adulti dai temi forti e spinti. D’altronde come ci insegnò anche Dante, i viaggi all’inferno non sono passeggiate per bambini e nel fondo del regno della morte e del peccato i mostri e i dannati non sono altro che il simbolo del dolore, della disperazione e degli errori fatali di tutta l’umanità. Chissà se Garcia proverà pietà come il poeta della Commedia per qualcuna delle ombre dei dannati. Giudicando dalle sue armi si direbbe di no.

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