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22 febbraio 2012

Pinterest, le bacheche più strane del nuovo fenomeno social

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Pinterest, il nuovo social network per immagini che sta facendo faville sul web.

Scoiattoli che suonano la tromba, piccoli lottatori di sumo che si credono sexy, improbabili praticanti di yoga, gioielli da spalla, nudi più o meno artistici e molto altro. Alla scoperta delle cose più bizzarre condivise sul social network del momento

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di Federico Guerrini

È il nuovo fenomeno del Web, il sito che è riuscito a raggiungere prima di ogni altro i dieci milioni di iscritti e quello che dirotta più traffico verso altre pagine Web di quanto facciano Google Plus, LinkedIn e YouTube messi insieme. Chi si tiene al corrente delle novità di Internet avrà già capito di chi stiamo parlando: Pinterest, il “social network degli interessi”, come viene definito, quello in cui predominano le immagini, affisse su delle bacheche virtuali dove ognuno le può organizzare come meglio crede e condividerle con gli altri iscritti.

Qualcuno, scherzando ma non troppo, ha interpretato il suo successo come la penultima evoluzione delle conversazioni in Rete verso l'astrattezza e l'assenza di messaggio, in un processo iniziato con la prolissità dei blog e transitato per la concisione dei 140 caratteri di Twitter. Come dire, il vuoto totale di senso.

Altri hanno polemizzato per l'abbondanza di nudi più o meno artistici, preoccupati che tutte queste rotondità possano turbare gli ormoni già ben carburati di qualche minorenne in amore e indignati dal fatto che il network ne tolleri la presenza, malgrado i suoi termini di servizio vietino esplicitamente di postare contenuti hot. Insomma, da Pinterest a Porn-terest (come qualcuno l'ha ribattezzato), il passo è breve.

C'è poi la questione del diritto d'autore: quando si posta qualcosa su Pinterest, si garantisce al sito una licenza perpetua, irrevocabile e royalty free all'utilizzo delle immagini inserite. Ma cosa accade quando si condivide materiale di cui non si detengono i diritti, per esempio, delle fotografie d'autore? Non è chiaro: la condivisione sul sito potrebbe ricadere nel cosiddetto Fair Use, una forma “tollerata” di utilizzo di materiale protetto da copyright, ma ci sono anche fondate ragioni per ritenere che presto Pinterest potrebbe inciampare in qualche grana legale.

Al di là di tutto il sito piace, specie alle donne: il 97 % dei fan della pagina Facebook di Pinterest  è composto da appartenenti al gentil sesso. In effetti, nudi a parte, i contenuti bizzarri e accattivanti, sul network non mancano, immagini che fanno sorridere, come quella del ragazzo giapponese extralarge che è certo di essere anche ultra sexy, allo scoiattolo trombettista al praticante di yoga la cui mente è simile a un condominio pieno di inquilini che litigano fra loro.

Ci sono anche fotografie che fanno onore all'arte di scrivere con la luce e soggetti glamour come collezioni di capi di abbigliamento che sembrano fatte apposta per suscitare l'invidia delle signore. L'approccio di Pinterest ricorda un po' quello di un altro social network che sta spopolando da poco più di un anno: quello dei patiti di Instagram, l'applicazione per iPhone che trasforma anche gli scatti più beceri in piccoli gioielli dal gusto vagamente vintage.

Non sorprende perciò che qualcuno abbia avuto l'idea di mescolare i due mondi, quello del social network degli interessi e quello di Instagram, creando un sito dove le immagini scattate con l'applicazione possono essere condivise mediante un'interfaccia a bacheche identica a quella di Pinterest. L'esperimento si chiama Pingram ed è opera di un programmatore italiano, Gennaro Varriale, che l'ha messo in piedi seguendo l'ispirazione di un week-end.

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