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05 marzo 2012

Nuotare tra i coralli, dallo schermo del computer

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Credits: Catlin Seaview Survey

Dalle strade all’oceano. In partnership con Google, a settembre partirà la spedizione Catlin Seaview Survey, progetto scientifico di mappatura della barriera corallina australiana, che permetterà di ammirare le meraviglie dell’oceano con un click

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di Floriana Ferrando


Immaginiamo di immergerci nell’oceano profondo e ammirare, tra pesci e tartarughe marine, le meraviglie della barriera corallina australiana. Però senza pinne, né maschera da sub: tutto comodamente seduti sul divano di casa. Oggi è possibile grazie al progetto Catlin Seaview Survey che documenterà fotograficamente ogni anfratto della Great Barrier Reef, la più grande barriera corallina del mondo.

Il progetto, in partnership con il colosso di Mountain View e sponsorizzato dalla compagnia Catlin Group e dalla no-profit Underwater Earth, promette di immortalare ben 2300 chilometri di fondali fornendo una panoramica a 360 gradi del mondo sottomarino. Il risultato sarà una serie di oltre 50 mila immagini mozzafiato che ci catapulteranno nel profondo degli abissi. Una sorta di Google Street View subacqueo, insomma.

Dunque, se passeggiare fra le rovine del Colosseo o curiosare virtualmente nei negozi del mondo intero non bastava più, ecco serviti due passi in fondo al mare. Se per immergersi con dal proprio pc  bisognerà pazientare ancora qualche mese (il progetto prenderà il via ufficialmente il prossimo settembre), sul sito dedicato è già possibile ammirare qualche scatto di esempio. Ecco così imbattersi nelle specie più sconosciute di pesci di qualsiasi dimensione, o vagare fra i preziosi coralli piazzati a regola d’arte sul fondo marino. Una volta portata a termine la spedizione, i panorami sottomarini saranno accessibili direttamente da Google Earth e Google Maps: all’utente basterà scegliere un punto di partenza, anzi, di immersione e il gioco è fatto. Insomma, il Profondo Blu in un click. Inoltre YouTube dedicherà all’iniziativa una pagina ad hoc con video girati durante la spedizione.

Il progetto nasce allo scopo di sensibilizzare il pubblico sull’impatto che i cambiamenti climatici e l’inquinamento hanno sulla barriera corallina. In questo modo gli esperti del settore potranno effettuare studi sulla flora e la fauna marina e così indagare il comportamento migratorio di squali tigre, tartarughe e mante di fronte all'aumento smisurato della temperatura dell'acqua del mare.

E se qualcuno preferisse esplorare un’altra zona dell’oceano, il responsabile scientifico del progetto OveHoegh-Guldberg assicura: “Gli utenti per il momento non saranno in grado di esplorare i vulcani sottomarini delle Hawaii o di scovare il mostro di LochNess. La mappatura sarà disponibile solo  per la Grande Barriera Corallina in Australia. Tuttavia, essendo 2.300 chilometri di lunghezza, quello che si vede in quella parte dell'Oceano Pacifico non ha rivali”.

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