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19 maggio 2014

20 giorni con uno sconosciuto

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Una nuova app sviluppata dal MIT metterà in contatto due sconosciuti per circa tre settimane, che condivideranno dettagli delle loro vite anonimamente. Una sorta di Chatroulette prolungata, per indagare come cambiano le relazioni nell’era degli smartphone

Non si conoscono, ma sono l’uno il follower dell’altro. Ogni giorno condividono quello che fanno, dove lo fanno e come si sentono. Possono sapere quasi tutto, a parte una cosa, che non dovrà mai venire allo scoperto: l’identità della persona con cui stanno comunicando.
Sembra la sceneggiatura di una relazione nata su un sito di dating online e mai andata in porto. Si tratta, invece, di un più serio progetto di ricerca lanciato dal MIT Media Lab, la più prestigiosa università tecnologica al mondo, per capire come cambiano le relazioni nell’era della condivisione a portata di smartphone, quando accediamo a montagne di informazioni di persone che spesso non abbiamo mai conosciuto di persona.

Per studiare come ci relazioniamo ogni giorno con i tanti sconosciuti digitali, il gruppo Playful System del MIT ha messo a punto “20 Day Stranger”, applicazione per iPhone che per 20 giorni metterà in contatto due persone che non si sono mai incontrate. L’app raccoglierà gran parte delle informazioni in automatico, come ad esempio la località dove si trovano le due persone (grazie al GPS), oppure le attività che stanno compiendo (l’accelerometro può capire se stiamo camminando o se ci troviamo in macchina). Tutte le informazioni saranno rese il più possibile anonime, a parte per le foto che l’applicazione scatta che, magari, possono essere facilmente ricondotte alla località in cui ci si trova.



“Abbiamo iniziato pensando: è possibile creare un software in grado di metterti in connessione con sconosciuti e in grado di produrre empatia, invece di sospetto, noncuranza, disprezzo?”, ha spiegato alla webzine Fast Company Kevin Slavin, direttore di Playful Systems, sottolineando come quest’ultime siano proprio le sensazioni create da Chatroulette, il noto servizio di videochat tra sconosciuti. “Per il modo in cui è costruito Chatroulette tende a portare fuori per lo più esperienze negative. Quindi ci siamo chiesti: come possiamo aprire un finestra nella vita di uno sconosciuto in modo da produrre curiosità e interesse?”.

L’esperimento è ancora ai blocchi di partenza. Il suo successo dipenderà proprio da quante persone si iscriveranno, soprattutto dalle parti più diverse del mondo. A questo indirizzo si può chiedere di partecipare al primo turno di test.

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