17 marzo 2010

Dog Whisperer, torna l'uomo che parla coi cani

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Cesar Millan con alcuni dei suoi pazienti

Il terapeuta canino Cesar Millan torna su Nat Geo Wild (canale 405 di SKY) con la seconda stagione del suo show, in onda ogni giovedì alle 22. Leggi l’intervista, guarda il video e la fotogallery

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di Marco Agustoni

Abbiamo parlato con l’uomo che parla coi cani. Cesar Millan, celebre terapeuta canino divenuto una star negli USA grazie al suo show televisivo Dog Whisperer, nel corso del quale risolve problemi psicologici e comportamentali di cani di ogni razza (e dei loro padroni), ha spiegato in conference call il suo metodo di lavoro, il motivo del successo del suo show e tanto altro. Ora lo psicologo e conduttore messicano torna in Italia con la seconda stagione del suo programma, in onda ogni giovedì alle 22 su Nat Geo Wild (canale 405 di SKY). Leggi l’intervista, guarda il video e la fotogallery.

Nel suo lavoro di terapeuta, incontra più problemi con i cani o con gli umani?

Sempre con gli umani. Io sono cresciuto in Messico, dove non ho mai incontrato un cane che avesse problemi psicologici. Erano magri, ma non avevano problemi di questo tipo. Negli Stati Uniti i cani sono belli e ben nutriti, ma hanno problemi psicologici… ad esempio il padrone non può lasciare la casa senza che il cane la distrugga. Il motivo per cui fa così è che il padrone lo ha lasciato senza esercizi e disciplina. Il padrone dà affetto, affetto e affetto. Ma non è che il cane dica che vuole ricevere affetto. Lui vuole uscire a fare una passaggiata, avere delle sfide mentali. Quindi il problema non è il cane, è l’uomo.

Usa un approccio differente con ogni cane con cui ha a che fare?
Ogni cane è differente perché le persone che vivono con loro hanno un modo diverso di relazionarsi. L’aggressività è aggressività, la paura è paura, ma poiché ogni cane vive con un padrone diverso, lo è anche il modo in cui ogni cane si comporta. Nel mio show consigliamo sempre di rivolgersi a un professionista, perché è l’unica persona che può guidarti a stare bene col tuo cane e a capire quanto influenzi il tuo cane col tuo stesso stato mentale. Inoltre sono importanti le tecniche, perché agiscono sul comportamento del cane.

Ci sono libri scientifici sull’argomento da cui partire?

Sono cresciuto in una fattoria, e lì non ti focalizzi sugli aspetti scientifici dello stare coi polli, o coi maiali, ma sul riuscire a relazionarti con loro. Ho clienti molto colti, con diplomi importanti, ma non hanno la capacità di entrare in connessione con gli animali. I miei clienti sono astronauti, studiosi, politici, Oprah (ndr: Winfrey), ma i cani non sanno tutte queste cose, non sanno che il loro padrone ha un diploma, ha un sacco di soldi o è il proprietario di mezzo mondo. Quel che conoscono è la complicità che c’è con lui. Per entrare in connessione con gli animali non devi conoscere la scienza, ma devi essere di mentalità aperta. Ad esempio, se hai paura i polli possono cominciare a inseguirti. Ma non perché tu non gli piaccia: a non piacergli è l’energia che tu proietti intorno. Essere una persona intelligente non garantisce equilibrio.

Ha il dono di parlare con altri animali?
Ho il dono di saper comunicare con le donne. (ride) Anche se uomini e donne appartengono alla stessa specie, hanno una psicologia differente. Stando coi cani ho imparato l’importanza di essere empatico. Sono sposato da sedici anni con una donna molto assertiva, quindi devo essere empatico, anche senza il bisogno di dire una parola. Essere consapevoli di sé è importante non solo nella relazione col tuo cane, ma anche coi tuoi figli, con tua moglie, negli affari...

Ha mai pensato di poter diventare un “cat whisperer”?
È strano, ma sto facendo sempre più amicizia con persone che amano i gatti e non avrei mai pensato che fosse possibile, perché sono animali solitari. C’è sempre più gente che ha sia un gatto che un cane e vuole che abbiano una relazione e non litighino, quindi sto imparando come i gatti pensano.

C’è una razza canina che preferisce?
No, ho una specie preferita e sono i cani. Ho dieci cani e dire che ne preferisco uno è come dire che preferisci uno dei tuoi figli.

C’è un cane che l’ha colpita particolarmente, nella sua vita?
Daddy (ndr: il pitbull di Cesar, datogli dal rapper Redman). Ha rappresentato la mia intera carriera in America. Io sono negli Stati Uniti da diciassette anni e lui è stato con me per sedici. Era con me da quando non avevo un soldo, quando mi sono sposato, quando sono nati i miei figli.

Diventare una celebrità ha cambiato le sue abitudini di vita?
L’unica cosa che è cambiata è che ora ho più di due pantaloni o più di due scarpe e vivo in una casa invece che in un garage. Ho una buona amica, la moglie di Will Smith (ndr: Jada Pinkett Smith). È stata lei a pagarmi le lezioni di inglese quando ancora non sapevo l’inglese. Se glielo chiedi, ti dirà che sono sempre la stessa persona.

Tempo fa lei è stato protagonista di un episodio di South Park: come si è sentito?

È stato un onore. È bellissimo essere un cartone animato, i miei figli erano felicissimi. Di solito sono piuttosto cattivi con le celebrità, ad esempio con Oprah, quindi quando all’inizio mi hanno chiamato e mi hanno avvisato che avevano fatto un episodio su di me, ho detto: “Oh, no! Non potete farlo!”. Ma mi hanno tranquillizzato dicendomi che sono fan del mio show e che l’episodio sarebbe diventato un classico.

Lei è in grado di guarire qualsiasi cane?
Sì, a meno che non abbia un problema neurologico, che di solito dipende dagli incroci. Ci vuole un’etica negli incroci. Per fortuna, se così si può dire, il novantanove per cento dei problemi sono psicologici.

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