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06 settembre 2017

I discendenti di Dante e Gabrielli s'incontrano al Festival del Medio Evo: 900 anni dopo

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La terza edizione del Festival del Medioevo che si terrà a Gubbio dal 27 settembre al 1 ottobre. Tra i vari appuntamenti che si svolgeranno durante il Festival, è da segnalare l'atteso incontro tra i discendenti di Dante Alighieri e di Cante Gabrielli. Cosa accadrà a  distanza di 9 secoli da quei fatti che videro protagonisti i loro antenati?  

L’unico Festival del Medioevo d’Europa abita a Gubbio, l’affascinante città dell’Umbria che
stregò Hermann Hesse: Si crede di sognare o di trovarsi di fronte a uno scenario teatrale. E
bisogna continuamente persuadersi che invece tutto è lì, fermo e fissato nella pietra
. Un
luogo dove si torna a sentire con i propri sensi il passato come presente, il lontano come vicino, il bello come eterno. Dal 27 settembre al 1 ottobre 2017, più di 70 tra storici, saggisti, filosofi, scrittori e
giornalisti, affronteranno una vera e propria sfida: quella di raccontare, in modo chiaro
e coinvolgente, i dieci secoli dell’Età di Mezzo. Per capire, con Benedetto Croce, che ogni storia è storia contemporanea.

Saranno Sperelo di Serego Alighieri e Antoine de Gabrielli, discendenti dei due storici protagonisti del Medioevo italiano, a incontrarsi a Gubbio. Cosa accadrà a distanza di 9 secoli da quei fatti che videro protagonisti i loro antenati? Torneranno a vivere le vicende tormentate che sconvolsero la vita del poeta Dante Alighieri e segnarono le sorti della letteratura, grazie alla creazione del capolavoro
immortale della Divina Commedia, scritta nei 19 anni di esilio, lontano da Firenze. Fu Cante Gabrielli da Gubbio a condannarlo, in veste di Podestà di Firenze, nel 1302 all’esilio e alla confisca dei beni. E, per la prima volta, si ritroveranno faccia a faccia i discendenti dei due illustri personaggi. A condurre l’incontro a Gubbio venerdì 29 settembre, sarà la giornalista e scrittrice Anna Buoninsegni Sartori, autrice di un testo teatrale rappresentato per la prima volta lo scorso anno proprio durante il Festival del Medioevo. La piece è diventata una pubblicazione (Ali&No Editrice, 2017), dal titolo quanto mai allusivo: Se l’eugubino Cante Gabrielli non avesse condannato all’esilio Dante, il sommo poeta avrebbe scritto la Divina Commedia?’ Domanda destinata, evidentemente, a rimanere senza risposta ma interessante collegamento con la stesura dei 14.223 endecasillabi delle tre Cantiche. La scrittrice indaga sui rapporti tra Dante e Cante, analizza il dietro le quinte della condanna, le lotte intestine tra fazioni in mezzo a Impero e Papato e le ragioni, politiche ed economiche, che portarono all’esilio dell’Alighieri. Che cosa accadrà a Gubbio, dove Cante aveva il suo nobile casato e Dante vi soggiornò diverse volte, tra i rappresentati di una progenie così illustre e discussa? Sicuramente un simpatico incontro, visto che entrambi sono consapevoli che non esiste merito o demerito nell’essere legati a una delle due stirpi. Oppure chissà…potrebbe esserci un diverso e imprevisto finale!

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