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10 novembre 2011

Quando un tweet ti cambia la vita…

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L’home page di Twitter Stories.

Twitter ha lanciato un nuovo spazio “Stories” in cui raccoglie le storie più interessanti che vedono protagonista il proprio servizio. Favole digitali con lieto fine 2.0, in cui anche 140 battute possono cambiare (in meglio) il corso degli eventi

di Federico Guerrini

Uno dei punti deboli di Twitter è sempre stata la difficoltà del pubblico a comprendere la sua utilità. La domanda “ma a cosa serve?” continua ad essere una delle più frequenti, soprattutto fra chi conosce poco il servizio. Questo contribuisce a spiegare almeno in parte perché i fondatori facciano fatica a trasformare l'indubbio successo del sito in moneta sonante.

Forse per tacitare i dubbi, e senz'altro per farsi un bel po' di promozione gratuita, è partita in questi giorni l'ultima iniziativa di Jack Dorsey e soci: “Twitter stories” una collezione di racconti in cui alcuni iscritti spiegano come un messaggio in 140 caratteri abbia cambiato loro la vita.  Non sono resoconti lunghi; giusto brevi flash, istantanee come si addice alla filosofia del tecno-fringuello.

STAR - Quelle messe finora in evidenza nella pagina ufficiale dell'iniziativa sono soprattutto storie di testimonial importanti: dall'ex giocatore di football Chad Ochocinco che ha sorpreso i suo fan con un invito a cena postato su Twitter (in cento hanno aderito), alla regina Rania di Giordania che twitta in arabo e inglese, cercando di gettare un ponte fra la cultura medio orientale e quella occidentale.

E NON SOLO…
- Ma c'è anche spazio per contributi più originali e meno auto-celebrativi. E’ il caso della storia dei pescatori giapponesi che hanno ideato un sistema per vendere il pesce ai clienti prima ancora di tornare in porto. Come? Inserendo foto e video del pescato su un sito di e-commerce e diffondendo poi dettagli e link attraverso i loro account Twitter, battezzati secondo i nomi delle navi, Yoshieimaru e Kageyamamaru.
O lo straziante racconto di Chris Strouth, un signore del Minnesota che, dopo tre anni di sofferenza per problemi ai reni, aveva urgente bisogno di un trapianto d'organo. È bastato un cinguettio e ben diciannove persone si sono proposte come donatori. Alla fine è stata una vecchia conoscenza di Strouth, un amico perso di vista da anni, a mettersi in contatto e fornire il rene.

LIETO FINE 2.0 - Quelle postate nella pagina di “Stories” sono probabilmente le vicende più belle, le più commoventi, quelle selezionate dalla redazione per il loro appeal mediatico o per il prestigio di chi le ha narrate. Ce ne sono di sicuro moltissime altre, alcune delle quali stanno venendo vengono condivise e postate (su Twitter, naturalmente) in maniera del tutto indipendente dai follower dell'account @TwitterStories, circa 170.000 persone al momento in cui scriviamo.
Alcuni post sono come piccoli quadretti minimalisti: la cagnetta che viene salvata da malattie e fame grazie al sostegno dei proprio “seguaci”; il furto di una bici che viene presto ritrovata condividendo foto della stessa su TwitPic. Altri sono più d'impatto, come il tweet che è servito a invitare il presidente del Rwanda a un evento, ottenendo una risposta affermativa nel giro di pochi minuti tramite lo stesso canale. O il ruolo del sito di microblogging nel coordinamento degli aiuti dal popolo giapponese dopo il tragico terremoto nel marzo scorso.

Per la verità alcune di queste storie sono un po' datate: probabilmente perché sono state mutuate da una precedente iniziativa di Twitter molto simile a Stories: Twitter Tales che però, forse anche perché meno curato dal punto di vista grafico del suo successore, non ebbe molta fortuna. Chissà se a Stories andrà meglio.

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