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19 settembre 2014

Murasaki Baby, un piccolo capolavoro tutto italiano

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La prima opera di Ovosonico per PS Vita è un emozionante concentrato di stile, disegno e suoni. Un viaggio breve quanto intenso che vale la pena di vivere sullo schermo della console portatile di Sony attraverso cui prenderemo per mano una strana bambina.

di Federico Ercole

Ci vogliono poco più di tre ore per completare l’atteso Murasaki Baby, il primo videogioco della software house Ovosonico, con sede nei pressi del lago di Varese, che si può scaricare al prezzo di una decina di euro sul market online di PS Vita. Tre ore sono poche, ma è la durata standard di capolavori usciti solo in formato digitale e a prezzo ridotto come Journey o Limbo.

Murasaki Baby può essere incluso tra queste due piccole e grandi gemme dell’intrattenimento elettronico? La risposta è positiva. Massimo Guarini e Gianni Ricciardi, fondatori di Ovosonico, hanno consegnato al pubblico un’opera d’arte dell’emozione, della musica e della visione che ci trasporta in un mondo onirico macabro e favoloso dove la sorpresa ci attende scenario dopo scenario, fino alla meravigliante conclusione. Attraverso immagini che rimandano a Dalì, al primo Tim Burton, alla tetra ironia di Edward Gorey ma soprattutto alla fantasia di Guarini, già game director di Shadow of The Damned, sfruttiamo la console portatile di Sony come mai fino ad ora e tramite il suo schermo tattile proviamo da subito quella che è l’emozione chiave del videogame: l’empatia, ovvero la facoltà di comprendere i sentimenti altrui, in questo caso quelli di una stranissima bambina elettronica.

Trailer



La trama del gioco è minimale, quanto coinvolgente. Una piccola bimba (che risulta subito tenera malgrado sia disegnata con la bocca sulla fronte e sia mostruosa in una dolce e buffa maniera) si risveglia da sola in un onirico mondo sinistro. Toccherà a noi prenderla per mano fino a farla tornare a casa dalla madre. Teniamo la sua manina attraverso il nostro dito sul touch-screen e si instaura subito un legame fortissimo con l’infante, alla quale dobbiamo fare superare molte difficoltà. Attenti a non tirarla troppo forte però, perché altrimenti casca per terra ma, soprattutto, prestate attenzione al palloncino che la bambina si porta dietro perché quella è la sua vita e se esplode è Game Over.

Altra intuizione geniale di Murasaki Baby è il fatto che tramite la superficie tattile posta sul retro della console possiamo cambiare lo sfondo dello scenario trasformandolo radicalmente. Questo è l’unico modo per risolvere gli enigmi ambientali presenti nel videogame. Ci sono molti sfondi diversi e tutti sono davvero affascinanti, originali e ludicamente utili.

Coprodotto da Sony, Murasaki Baby è un videogioco che in un paese come il nostro, di sicuro non all’avanguardia nello sviluppo dei videogame, rappresenta un passo importante, un gioiello che dimostra come anche in Italia, da dove molti game designer di talento fuggono per trovare lavoro all’estero, si possono sviluppare capolavori elettronici universali.

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